Biocarburanti: la soluzione arriva dai panda

Arriverebbe da alcuni batteri presenti nell’intestino dei panda la soluzione per produrre biocarburanti da qualsiasi genere di fibra vegetale.

Biocarburanti: la soluzione arriva dai panda

di Giuseppe Cutrone

31 agosto 2011

Arriverebbe da alcuni batteri presenti nell’intestino dei panda la soluzione per produrre biocarburanti da qualsiasi genere di fibra vegetale.

Potrebbe arrivare dai panda la soluzione più efficiente per produrre i biocarburanti. A rivelarlo è una ricerca condotta da alcuni scienziati americani della Mississippi State University, i quali, dopo aver studiato per circa un anno gli escrementi del celebre animale bianconero, sono arrivati alla conclusione che i vari tipi di batteri presenti nel suo intestino potrebbero essere utili per ricavare del biocarburante praticamente da ogni fibra vegetale presente in natura.

I batteri ritrovati nell’apparato digerente del panda sono infatti in grado di digerire la canna di bambù di cui l’animale si nutre, agendo in modo da trasformare questo alimento in zuccheri. Questi microorganismi, secondo quanto spiegato dagli studiosi, sono in grado di trasformare ben il 95% delle fibre in zuccheri che possono poi essere impiegati come valide fonti di energia dopo essere a loro volta fatti fermentare per diventare bioetanolo o carburanti ecologici in grado di essere usati per la trazione.

Secondo queste premesse si potrebbe attivare la produzione su larga scala di biocarburanti semplicemente ricavandoli da ogni tipo di residuo vegetale, senza la necessità di aggiungere sostanze chimiche o di lavorare ad altissime temperature, con l’ulteriore vantaggio di non occupare il suolo per produzioni specifiche come avvenuto finora, un aspetto, questo, che è stato il freno più importante alla diffusione di questo tipo di carburanti.

Gli scienziati stanno inoltre lavorando all’individuazione dei geni dei batteri che producono questi enzimi, in modo da ingegnerizzare dei lieviti appositi da impiegare in seguito nella produzione industriale su larga scala. E sempre per restare in tema, arriva ancora dall’America l’annuncio della scoperta del batterio TU-103, un microorganismo in grado di trasformare la cellulosa, come ad esempio quella impiegata nella carta, direttamente in butanolo.