Il navigatore TMC? Aumenta le code al casello…

I percorsi suggeriti dai navigatori di ultima generazione possono formare nuove code sulle barriere autostradali secondarie.

Il navigatore TMC? Aumenta le code al casello...

di Andrea Barbieri Carones

18 luglio 2011

I percorsi suggeriti dai navigatori di ultima generazione possono formare nuove code sulle barriere autostradali secondarie.

I navigatori satellitari amici degli automobilisti? Sì, ma fino a un certo punto. Negli ultimi tempi, paradossalmente, gli apparecchi di ultima generazione, dotati di rilevatori di traffico in tempo reale (TMC), comunicano a chi è al volante il percorso alternativo meno congestionato, indirizzandolo su strade secondarie.

Il sistema, però, rischia di vedere il suo potenziale notevolmente ridotto dal fatto che molti utenti lo usano sullo stesso tratto. Così le strade “consigliate”, a basso flusso di traffico, diventano battute da tutti coloro che cercano una via di fuga dalle code, con i risultato che il “nuovo” ingorgo è assicurato.

Questa situazione paradossale è spiegata chiaramente in una nota di Autovie Venete, società concessionaria di diverse tratte autostradali nel nordest: il fenomeno si evidenzia soprattutto nei caselli un tempo poco frequentati e interessa in particolare le auto straniere che vengono in Italia “guidate” dal Gps.

Un esempio? La barriera di Trieste Lisert ha visto un aumento del numero di passaggi del 38,86% rispetto allo stesso periodo del 2010. Sullo stesso tratto di autostrada, crescono anche i passaggi al casello di Latisana e di San Donà di Piave, sulla A4 quasi al confine tra Veneto e Friuli: in questo ultimo caso, l’aumento rispetto a 12 mesi fa è stato del 12,62%.

Questa situazione ha costretto il gestore ad aprire nuove piste di uscita nei caselli secondari: i chilometri di coda, così, sono leggermente diminuiti, ma chi pensa di trovare “strada libera”, rimarrà comunque deluso.

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