Addio Zhigulì!

La crisi non colpisce solo gli USA: anche in Russia chiudono le fabbriche e 5000 operai sono rimasti a casa

I più giovani pensano che stiamo parlando di una caramella...ma la Zhigulì è stata invece l'auto della motorizzazione di massa sovietica, simbolo di benessere e prestigio. Certo, derivava dalla nostra vecchia Fiat 124, che in Italia avevamo dismesso, e si continuava a costruire a Togliattigrad.

Indistruttibile, ha superato il millennio e ha raggiunto i 15 milioni di esemplari nelle varie versioni, alcune delle quali continuavano ad essere prodotte dalla Avtovaz. Dalla Avtovaz la catena di montaggio era passata alla Izhavto che ha sede nella cittadina di Izhvesk, più nota per la grande fabbrica che produceva i kalashnikhov...

Ora, dopo 39 anni di onorata carrriera, anche l'ultima versione della Zhigulì alza la bandiera e finisce in museo. I russi la chiamavano "cetvjorka" che vuol dire "quattro" perché la sigla tecnica di produzione era Vaz 2104. Era arrivata con una catena di montaggio della Fiat a Togliattigrad nel 1966 e dopo soli quattro anni entrava in produzione col nome di Zhigulì 2101, subito ribattezzata la "kopejka", il copeco, perché costava poco, era molto semplice e robusta.

Il vostro relatore si permette un ricordo personale, perché ebbe modo di utilizzarla in una gara, negli anni '70, un Lada Rally al quale prese parte attiva assieme alla bionda Patricia Pilchard. Avremmo dovuto, da ospiti europei, fare solo da apripista, ma in due minuti ci infilarono tuta e casco e col numero sulla fiancata entrammo subito in gara.

Una esperienza, per chi veniva dalla velocità europea, per lo meno choccante. Mai guidata una macchina più inguidabile su un terreno difficile e con concorrenti finlandesi pronti a passarti sulle orecchie...

Per fortuna a metà del rally si ruppe il cambio e questo ci fece tirare un respiro di sollievo. Ma non avevamo fatto a tempo a pensarci che un solerte staff di meccanici "cannibalando" un'altra Zhigulì di un qualche sfortunato spettatore, ce la restituirono perfetta per finire la gara...

Sulla robustezza, cambio a parte (ma era stato rimaneggiato togliendo la retro per metterci una quinta marcia...) posso testimoniare in prima persona. I russi ne andavano giustamente fieri. Addio piccola Zhigulì, destinata al mondo dei ricordi...

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di Leopoldo Canetoli | 02 aprile 2009

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