Sposarsi nell’auto di Al Capone? Yes, we can

Un appassionato della provincia di Brescia è il proprietario della Chrysler 75 del 1928 che fu di Al Capone. Oggi accompagna gli sposi all’altare.

Sposarsi nell'auto di Al Capone? Yes, we can

di Andrea Barbieri Carones

30 gennaio 2011

Un appassionato della provincia di Brescia è il proprietario della Chrysler 75 del 1928 che fu di Al Capone. Oggi accompagna gli sposi all’altare.

Da Chicago a Bovegno (in provincia di Brescia), passando per New York, Catania e Padova: non è il percorso di una nuova gara automobilistica ma le tappe del lungo percorso seguito dalla Chrysler 75 del 1928 che fu di proprietà di Al Capone, il celebre boss della Chicago Anni ’30.

Il proprietario odierno, Paolo Mazzoldi, cura amorevolmente un’auto storica appartenuta al “capo dei capi” e ora la utilizza non più per fuggire dalla polizia nell’epoca del proibizionismo ma per accompagnare gli sposi ai matrimoni.

La storia di questa vettura da 2,5 tonnellate, 4.000 cc e velocità massima di 120 km/h o 75 miglia orarie (da cui il nome “75”) inizia come detto tra le mani dell’allora 29enne italoamericano Al, che la usò per un paio d’anni fino al suo arresto per evasione fiscale, nel 1931. In questi due anni, oltre a coprirsi di efferati delitti, il gangster prese anche una contravvenzione che venne ritrovata intatta nella portiera diversi decenni più tardi (che è anche la prova che l’auto fu di sua proprietà).[!BANNER]

Durante la guerra, quando l’ormai ex boss era stato rilasciato da Alcatraz e non riusciva più a riprendere in mano le redini delle sue attività, la Chrysler 75 fu venduta durante un’asta a New York. L’acquirente, un inglese, la regalò alla sua amata che abitava a Catania, che a sua volta la vendette alcuni anni dopo, essendo forse poco adatta a una signora.

Ma non è finita: dopo qualche anno, l’acquirente la mette in vendita alla fiera di Padova, dove viene notata dall’attuale proprietario, quel mobiliere che la possiede ancora oggi: lucida, in ordine e perfettamente funzionante. Della multa per divieto di sosta, invece, non si sa più nulla. Con i moderni mezzi informatici di oggi, potrebbe anche arrivare un’ingiunzione di pagamento dopo ben 81 anni…