Truffa alla Hertz: una banda rivendeva le auto noleggiate

Un’organizzazione criminale, con basisti nell’amministrazione pubblica, noleggiava auto a lungo termine e poi le rivendeva

Truffa alla Hertz: una banda rivendeva le auto noleggiate

di Andrea Barbieri Carones

25 novembre 2010

Un’organizzazione criminale, con basisti nell’amministrazione pubblica, noleggiava auto a lungo termine e poi le rivendeva

La truffa era ben orchestrata e prevedeva la partecipazione di molti “soci” di una società che otteneva numerose auto a noleggio che venivano rivendute sul mercato dell’usato soprattutto nel pavese e nel foggiano. A essere danneggiata è stata soprattutto la società di nolaggio Hertz.

Questo consorzio criminale nell’aprile del 2006, dopo aver rilevato la Sap Costruzioni (ufficialmente fallita due anni più tardi) ha ottenuto linee di credito e dei voucher da parte di società di leasing, che permettevano di noleggiare a lungo termine circa 200 veicoli, soprattutto di grossa cilindrata, per i quali però non veniva mai pagato il canone.

Un ruolo nell’organizzazione era giocato dalla Carbi Auto, licenziataria di Hertz Italia, che a sua volta ha presentato denuncia nei confronti dei collaboratori e dei titolari della società Sap. Le indagini dei Carabinieri hanno permesso di scoprire che le auto sottratte venivano in seguito rivendute a organizzazioni criminali, che le utilizzavano per effettuare dei reati come rapine e furti, o a clandestini senza permesso di soggiorno.

Una cinquantina di queste auto sono state portate in Germania, dove erano reimmatricolate e rivendute tramite alcuni concessionari di cui si sta valutando la responsabilità.

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Una posizione cardine nella truffa era anche occupata dal titolare di un’agenzia di pratiche auto di Milano, che attestava falsamente la richiesta, da parte dell’amministratore unico della società Hertz Italia, del trasferimento all’estero dei veicoli i cui dati erano quindi cancellato dal Pubblico Registro Automobilistico.

Le forze dell’ordine hanno individuato circa 30 persone coinvolte nel sistema illegale, che contava su un giro d’affari di circa 4 milioni di euro.