Bolt a Maranello: fenomeno anche al volante

Il primatista Usain Bolt ha provato su pista sia la Ferrari 599 che la 458, strappando i primi sorrisi dopo la sconfitta in F1

Bolt a Maranello: fenomeno anche al volante

Tutto su: Ferrari

di Noemi Ricci

16 novembre 2010

Il primatista Usain Bolt ha provato su pista sia la Ferrari 599 che la 458, strappando i primi sorrisi dopo la sconfitta in F1

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Dopo il duro colpo subito dal team di Formula 1 all’ultima gara ad Abu Dhabi, la Ferrari aveva bisogno di una sferzata di energia e questa è arrivata grazie alla vistita del campione olimpico e mondiale della velocità Usain Bolt.

L’uomo più veloce del mondo, soprannominato Lightning Bolt (fulmine) perché capace di percorrere 100 metri piani in 9″58 e i 200 metri piani in 19″19, ha provato l’ebrezza della velocità di una 458 Italia, dimostrandosi all’altezza della situazione.

L’atleta si è presentato sulla pista di casa Ferrari arrotolato in una sciarpa dell’Inter su una Scaglietti nera, dimostrando così ancora una volta il proprio amore, ricambiato, per la Casa automobilistica italiana. Non è infatti la prima volta che la Ferrari lo invita a testare i proprio bolidi su pista, dopo le Olimpiadi del 2008 aveva infatti provato a Montecarlo una 430. Ieri si è invece recato a Fiorano e ha trovato pronte per lui le due versioni più estreme della gamma, a 8 e 12 cilindri: una 458 Italia gialla e una 599 GTB HGTE rossa.

Bolt ha così strappato un sorriso al collaudatore Raffaele De Simone, amareggiato dall’esito del mondiale, che ha commentanto con entusiasmo le capacità di guida su pista del primatista giamaicano, apprezzandone soprattutto la velocità e il controllo: “All’inizio era un po’ timoroso: voleva capire i limiti della macchina. Poi ha iniziato a spingere. La 458 Italia lo ha entusiasmato, mi ha detto: ‘E’ una bestia’. Sul rettilineo abbiamo toccato i 240 all’ora e si è stupito di come la macchina mantenesse grip e velocità anche sull’umido. Un voto come driver? Nove e mezzo“.

Nonostante i suoi 198 centimetri di altezza, Bolt sembrava un bambino alle prese con il suoi giocattolo preferito. Quando è sceso dall’auto quasi tremava, più per l’emozione che per la paura dei controsterzi da brivido. Che si fosse divertito era più che evidente.[!BANNER]

Appena sceso lui stesso ha dichiarato: “La 458 mi piace di più, perché è aggressiva, si adatta al mio stile. Se me la comprerò? Magari dopo i Mondiali dell’anno prossimo. Io amo le macchine nere, ma questa la vorrei gialla. Nel mio garage una Ferrari in effetti manca: in Giamaica, sapete, non è facile trovarne”.

Bolt si è autodefinito la Ferrari dell’atletica” ma, nonostante gli ottimi risultati raggiunti ieri, non lo vedremo mai in pista come pilota di Formula 1. A margine del test il campione olimpico ha anche consolato a modo suo Alonso per la sconfitta: “lo sport è fatto così, vinci e perdi. L’importante è ripartire dopo le sconfitte”.