Guida autonoma: in Europa potrebbe togliere il piacere di guida

Lo rivela un sondaggio Ipsos commissionato da Mazda sulle preferenze degli automobilisti europei di fronte alle nuove tecnologie di guida autonoma. Anche in Italia non c’è niente di meglio dell’avere sotto controllo la vettura.

Guida autonoma: in Europa potrebbe togliere il piacere di guida

Tutto su: Mazda

di Francesco Giorgi

18 dicembre 2017

Guidare o… lasciarsi guidare? Il quesito, che fino ad una manciata di anni fa non esisteva fra gli automobilisti, oggi è particolarmente sentito fra gli acquirenti delle autovetture di nuova produzione. Come un tempo il sentire comune si divideva tra le fazioni “pro” e “contro” le auto straniere, come da lunghi anni il settore dell’auto assiste al dualismo tra fautori e detrattori del diesel e delle alimentazioni “green” (GPL e metano, da qualche tempo anche elettrificate), adesso un nuovo argomento di conversazione anima i garage, i bar, i forum e i social: la guida autonoma.

Come spesso avviene, la tecnologia procede in maniera più spedita rispetto alle abitudini del pubblico. La capacità di adattamento dell’essere umano è, e resta, elevata; tuttavia, di fronte al continuo evolversi del comparto hi-tech, capita che non vi sia il tempo di fare l’abitudine ad una innovazione, che dietro l’angolo è pronta quella successiva. Per non parlare, poi, delle tecnologie “self driving”: siamo già al Livello 4 (quelle, cioè, che in determinate situazioni, quali durante la marcia in autostrada fino a velocità medie, muovono l’autoveicolo in autonomia pur se il conducente, prendendo in mano i comandi della vettura, può in qualsiasi momento intervenire “di persona”); e a breve faranno capolino sulle nostre strade le vetture a guida autonoma di Livello 5 (dove l’azione del conducente viene esclusa tout court).

In mezzo a tutto questo tourbillon di modernità hi-tech, cosa ne pensano gli automobilisti? È quanto si sono chiesti i vertici Mazda, che hanno commissionato ad Ipsos un sondaggio di opinione, a livello europeo e nell’ambito dell’iniziativa “Mazda Drive Together”: in totale, il rapporto ha intervistato 11.008 automobilisti. E il risultato, ad una prima occhiata, non lascerebbe molte speranze alla diffusione delle tecnologie di guida autonoma come le principali Case auto vorrebbero: la ricerca ha infatti rivelato che, in media, il 66% degli automobilisti europei desidera mantenere il pieno controllo del veicolo, anche quando le vetture “self-driving” diventeranno ampiamente disponibili sul mercato. Per converso, soltanto il 33% (vale a dire: uno su tre) dei conducenti UE intervistati nel sondaggio Ipsos commissionato da Mazda “Accoglie con favore l’arrivo di auto a guida autonoma”.

Ed è altresì curioso notare come, contrariante a quanto si potrebbe pensare, non siano le fasce più giovani quelle maggiormente favorevoli all’arrivo della guida autonoma: gli automobilisti europei da 18 a 24 anni che accetterebbero volentieri di lasciarsi scarrozzare dall’autoveicolo sono il 33%, contro il 34% di quelli dall’età compresa fra 25 e 34 anni e il 34% della fascia 35-44 anni. Differenze minime, in ogni caso.

Come era facile prevedere, l’italica fantasia di spirito che anima le menti di noi cittadini del Bel Paese si riflette anche sulle future tecnologie di guida: potessero scegliere, gli automobilisti italiani vorrebbero continuare a condurre l’auto… secondo lo stile tradizionale: il 59% dei conducenti in Italia che hanno partecipato al sondaggio “Spera che le generazioni future continuino ad avere la possibilità di guidare le auto” (ed è da notare che, in rapporto ai “colleghi” delle altre nazioni europee, sono proprio gli italiani quelli che dichiarano di guidare più volentieri: 54% “contro” 42%).

Questa… connessione emotiva si trasmuta, a livello psicologico, in una elevata percentuale di automobilisti italiani che, oltre ad amare la guida, vedono nella propria autovettura “Una estensione della propria personalità” (il 46% degli intervistati, ben di più rispetto alla media europea che si assesta sul 36%). Senza volere scomodare Freud né alcun luminare della psicanalisi, semplicemente – anche qui le percentuali vengono in aiuto al sondaggio – il 41% dei conducenti italiani manifesta il timore che la guida “Possa diventare un piacere dimenticato”. D’altro canto, quasi un italiano su due si dichiara favorevole ad una guida “per puro divertimento”  (44%), più di un automobilista “nostrano” su due (59%) afferma che “Guidare significa molto di più che spostarsi da A a B” (secondi in Europa, in questo caso, soltanto ai polacchi con il 66%), mentre il 62% pensa che guidare con la famiglia oppure in compagnia dei propri amici possa veramente rappresentare una “Esperienza speciale” (superiore alla media europea che si attesta al 55%). Anche il confronto con altre attività rivela che il 48% degli italiani preferisce la guida ai videogame, il 35% ad un drink al bar, il 13% dichiara che preferisce guidare rispetto ad uscire con gli amici. Last but not least, i piaceri del talamo: chi pensi che la guida “pura e appassionata” sia uno dei massimi piaceri della vita, in questo caso deve un po’ ricredersi: “soltanto” il 9% degli italiani preferisce la guida al sesso.

Le preferenze degli automobilisti europei sembra che possano incontrarsi con le recenti strategie attuate da Mazda, come rivela Jeff Guyton, presidente ed amministratore delegato di Mazda Europe: “In Mazda amiamo semplicemente guidare e questa ricerca dimostra chiaramente che un numero enorme di guidatori europei è d’accordo con noi. Ovviamente, c’è spazio e ruolo per le auto a guida autonoma, ma per noi e, sembra anche per molti altri, non c’è davvero niente di meglio del piacere fisico della guida”. “Per questo motivo – prosegue Guyton – in Mazda crediamo che sia giusto mettere il conducente al centro di tutto ciò che facciamo ed è ancora per questo che la nostra attuale campagna Drive Together è focalizzata sulla relazione che si crea tra il conducente e la vettura stessa”. E ancora: “È chiaro dalla ricerca che c’è ancora un’enorme percentuale di guidatori che vuole solo essere al volante”. Come dire: c’è ancora spazio per conservare intatte le “care vecchie” sensazioni di guida: anche in un ambiente hi-tech sempre più vicino nel tempo.