Allergia primaverile: come può proteggersi l'automobilista

Chi soffre di allergia primaverile ha problemi anche quando guida: i sintomi possono rendere difficoltose anche le manovre più semplici

Guidare e al contempo starnutire, lacrimare, avere il naso gocciolante non è un'esperienza da raccontare ai nipotini: altro che il piacere di viaggiare; con i sintomi dell'allergia primaverile, anche un piccolo spostamento in auto può diventare uno strazio. La colpa è tutta dei pollini, microscopici granelli di materiale organico che fecondano le piante.

Le loro dimensioni sono variabili: si può andare da un minimo di 5 a un massimo di 200 micron, cioè millesimi di millimetro. Quando vengono inspirati ed entrano in contatto con la mucosa nasale, vengono "distrutti" esternamente. In sé, i pollini non fanno male; ma per i soggetti allergici sono una maledizione.

Tutto nasce dal fatto che gli allergeni (i pollini) entrano nell'apparato respiratorio attraverso naso e bocca: il sistema immunitario di un allergico "va in tilt" e produce istamina, una sostanza che irrita le mucose nasali e bronchiali. In Italia, a risentirne sono almeno 15 milioni di persone, fra fine Febbraio e inizio Ottobre, con problemi che variano a seconda del periodo e del soggetto.

E, negli ultimi 20 anni, i casi nel nostro Paese e in Europa si sono triplicati. La causa? Soprattutto l'inquinamento: le polveri sottili, assieme ai pollini, formano un "cocktail" diabolico che sollecita di continuo il naso e i polmoni. Un guaio specie per i soggetti più deboli, come bambini e anziani, come testimoniano i casi di asma in aumento nelle metropoli italiane.

Caccia grossa all'istamina

La sostanza prodotta dal corpo e responsabile dell'allergia è l'istamina, mentre gli anticorpi che causano le reazioni allergiche si chiamano reagine: IgE. È il proprio medico a dare la cura giusta a chi soffre di allergia o a prescrivere una visita specialistica. In genere, per capire se si soffre di allergia, occorre un esame cutaneo: si fanno entrare in contatto con la pelle tante piccole quantità di allergeni (le sostanze che provocano il problema). Se una IgE è attiva, la parte si gonfia.

Farmaci sempre meno...sonniferi

È vero che i guidatori devono usare qualsiasi farmaco con estrema cautela: stanchezza e colpi di sonno sono sempre in agguato. Tuttavia, gli antistaminici di nuova generazione sono sempre meno "aggressivi", inducendo raramente o per nulla la sonnolenza. In ogni caso, è sempre il medico oppure lo specialista (l'allergologo) a indicare la cura migliore.

Utili anche i vasocostrittori: decongestionanti, agiscono sui piccoli vasi sanguigni della mucosa nasale, facendoli restringere. Piano con i cortisonici, che limitano l'infiammazione, ma non andrebbero assunti per periodi prolungati, pur se l'allergia è quasi sempre un problema cronico, che ci si porta dietro tutta la vita.

Comunque, prima di mettersi al volante, conviene sempre leggere il foglietto illustrativo dei farmaci che si stanno prendendo. E si abbia almeno l'accortezza di non iniziare una terapia prima di partire per un viaggio in auto, perché nel periodo iniziale potrebbe essere più alte le probabilità che ci siano effetti indesiderati.

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