Allergia primaverile: come può proteggersi l’automobilista

Chi soffre di allergia primaverile ha problemi anche quando guida: i sintomi possono rendere difficoltose anche le manovre più semplici

Allergia primaverile: come può proteggersi l'automobilista

di Redazione

22 marzo 2009

Chi soffre di allergia primaverile ha problemi anche quando guida: i sintomi possono rendere difficoltose anche le manovre più semplici

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Guidare e al contempo starnutire, lacrimare, avere il naso gocciolante non è un’esperienza da raccontare ai nipotini: altro che il piacere di viaggiare; con i sintomi dell’allergia primaverile, anche un piccolo spostamento in auto può diventare uno strazio. La colpa è tutta dei pollini, microscopici granelli di materiale organico che fecondano le piante.

Le loro dimensioni sono variabili: si può andare da un minimo di 5 a un massimo di 200 micron, cioè millesimi di millimetro. Quando vengono inspirati ed entrano in contatto con la mucosa nasale, vengono “distrutti” esternamente. In sé, i pollini non fanno male; ma per i soggetti allergici sono una maledizione.

Tutto nasce dal fatto che gli allergeni (i pollini) entrano nell’apparato respiratorio attraverso naso e bocca: il sistema immunitario di un allergico “va in tilt” e produce istamina, una sostanza che irrita le mucose nasali e bronchiali. In Italia, a risentirne sono almeno 15 milioni di persone, fra fine Febbraio e inizio Ottobre, con problemi che variano a seconda del periodo e del soggetto.

E, negli ultimi 20 anni, i casi nel nostro Paese e in Europa si sono triplicati. La causa? Soprattutto l’inquinamento: le polveri sottili, assieme ai pollini, formano un “cocktail” diabolico che sollecita di continuo il naso e i polmoni. Un guaio specie per i soggetti più deboli, come bambini e anziani, come testimoniano i casi di asma in aumento nelle metropoli italiane.

Caccia grossa all’istamina

La sostanza prodotta dal corpo e responsabile dell’allergia è l’istamina, mentre gli anticorpi che causano le reazioni allergiche si chiamano reagine: IgE. È il proprio medico a dare la cura giusta a chi soffre di allergia o a prescrivere una visita specialistica. In genere, per capire se si soffre di allergia, occorre un esame cutaneo: si fanno entrare in contatto con la pelle tante piccole quantità di allergeni (le sostanze che provocano il problema). Se una IgE è attiva, la parte si gonfia.

Farmaci sempre meno…sonniferi

È vero che i guidatori devono usare qualsiasi farmaco con estrema cautela: stanchezza e colpi di sonno sono sempre in agguato. Tuttavia, gli antistaminici di nuova generazione sono sempre meno “aggressivi”, inducendo raramente o per nulla la sonnolenza. In ogni caso, è sempre il medico oppure lo specialista (l’allergologo) a indicare la cura migliore.

Utili anche i vasocostrittori: decongestionanti, agiscono sui piccoli vasi sanguigni della mucosa nasale, facendoli restringere. Piano con i cortisonici, che limitano l’infiammazione, ma non andrebbero assunti per periodi prolungati, pur se l’allergia è quasi sempre un problema cronico, che ci si porta dietro tutta la vita.

Comunque, prima di mettersi al volante, conviene sempre leggere il foglietto illustrativo dei farmaci che si stanno prendendo. E si abbia almeno l’accortezza di non iniziare una terapia prima di partire per un viaggio in auto, perché nel periodo iniziale potrebbe essere più alte le probabilità che ci siano effetti indesiderati.

Proteggersi, prego

È decisivo pulire i filtri del climatizzatore dell’auto: le particelle in sospensione nell’aria e i batteri possono peggiorare l’allergia di chi è nell’abitacolo. Meglio sostituirli una volta l’anno; di solito, dopo 10.000 chilometri (specie se si guida in città), è bene farli cambiare.

Chi vuole risparmiare può puntare sui filtri particellari: svolgono in modo adeguato il loro lavoro, trattenendo la maggior parte delle polveri e dei pollini. Però i migliori sono i filtri ai carboni attivi (questi ultimi sono materiali porosi di origine vegetale o minerale): sbarrano la strada a un gran numero di gas nocivi, come il benzene.

In caso di attacco improvviso

Un guidatore allergico potrebbe anche essere colpito da una raffica di starnuti proprio mentre è al volante. Il problema è che dovrà chiudere gli occhi a ogni starnuto, e magari staccare una mano dal volante per metterla davanti alla bocca.

Nel momento in cui si starnutisce, si perde il perfetto controllo del proprio corpo. Lo starnuto dura pochi istanti, ma attenzione: chi è alla guida e viaggia a 90 chilometri l’ora, in due secondi percorre 50 metri.

Se la macchina si trova su una strada dov’è possibile accostare in sicurezza, allora è il caso di fermarsi e sfogarsi (starnutendo e poi soffiandosi il naso con relativa calma).

Certo, chi invece viene attaccato da uno o più starnuti in situazioni più delicate, magari in un tornante di montagna trafficato, dovrà sforzarsi di mantenere alta la concentrazione sulla strada e sui veicoli: un’operazione non semplice.

Di chi è la colpa

Il periodo della fioritura può cambiare; in genere, in Italia, le principali piante allergeniche sono le seguenti.

– Graminacee. Presente soprattutto in Valle Padana, Appennini centrali, Campania e Sardegna, da Aprile a Giugno.

– Urticacee (come la parietaria). Cresce sui ruderi e sui muri, da Marzo ad Ottobre, soprattutto al Sud Italia e in Liguria.

– Oleacee. Da Maggio a Giugno, lungo le coste mediterranee e sulle isole.

– Cipresso. Soprattutto in Centro Italia.

– Ambrosia. Da Luglio a Settembre, sempre più diffuso nelle aree del Nord, Lombardia in testa. Probabilmente per la presenza dell’aeroporto internazionale della Malpensa, dove potrebbero essere giunti i semi dagli Usa.

– Betullacee. Da Febbraio a Maggio.