Buon compleanno cintura di sicurezza!

Compie 50 anni il dispositivo che salva la vita: nasceva in Svezia presso la Volvo grazie al geniale ingegnere Nils Bohlin

Buon compleanno cintura di sicurezza!

Tutto su: Volvo

di Leopoldo Canetoli

19 marzo 2009

Compie 50 anni il dispositivo che salva la vita: nasceva in Svezia presso la Volvo grazie al geniale ingegnere Nils Bohlin

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Strana e bella storia questa, da raccontare anche ai nostri figli. E’ la storia di un ingegnere aeronautico che rispondeva al nome di Nils Bohlin, nato a Harnosand in Svezia nel 1920. La sua carriera iniziò nel 1942 alla Saab, che come è noto cominciò la sua attività come costruttore di aeroplani, come ingegnere aeronautico.

Dall’aria alla strada

Come tale fu nominato nel 1955 responsabile dello sviluppo dei sedili eiettabili e degli altri dispositivi di sicurezza per i piloti, che sono risultati utilissimi nelle applicazioni più recenti soprattutto nei caccia a reazione. Con questi sistemi il pilota veniva catapultato fuori dall’abitacolo, e salvato poi grazie al paracadute. Ma paradossalmente Bohlin era interessato anche al fenomeno diametralmente opposto, e cioè un dispositivo che desse la massima protezione e ritenzione all’interno di un abitacolo nei casi di decelerazione estrema…

Era chiaro che questo sviluppo non era interessante per gli aerei, tant’è che Bohlin passò presto alla concorrenza e venne assunto nel 1958 dall’allora presidente della Volvo Gunnar Engellau, come specialista per la sicurezza. Già nella seconda metà degli anni ’50 Volvo aveva sviluppato una serie di soluzioni per evitare che in caso di incidente gli occupanti delle vetture andassero a colpire i componenti dell’abitacolo, o per ridurre le conseguenze di tali impatti.

In origine erano diagonali

Tra queste soluzioni figuravano un piantone dello sterzo collassabile, un cruscotto imbottito e i punti di fissaggio per due cinture diagonali a due attacchi destinate ai sedili anteriori. Volvo equipaggiava già dal 1957 le sue vetture con ancoraggi standard per le cosiddette cinture diagonali, che avevano però il difetto di presentare una fibbia metallica all’altezza della cassa toracica in una posizione che poteva danneggiare gli organi delicati del corpo, invece che proteggerli.

Tra l’altro proprio il presidente Engelau aveva avuto una esperienza drammatica in famiglia, con un parente deceduto in un incidente stradale anche a causa delle carenze della cintura a due punti. E così fu affidato a Bohlin il compito di sviluppare una alternativa migliore. Il tecnico si mise al lavoro e si rese subito conto che era necessario trattenere al loro posto sia la parte superiore che quella inferiore del corpo, con una fascia diagonale sul petto e un’altra trasversale sul bacino.

1958: il dono di Volvo all’industria auto

Una soluzione semplice ed efficace, anche perché la cintura poteva essere indossata con una sola mano. Era nata la cintura a tre punti che venne brevettata nel 1958, ma venne messa a disposizione di tutti i Costruttori automobilistici che ne volessero far uso.

Nel 1959 la cintura a tre punti appena brevettata venne introdotta nei modelli Volvo Amazon e PV 544 destinati ai mercati scandinavi: Volvo divenne così la prima Casa automobilistica a equipaggiare di serie le sue vetture con le cinture di sicurezza.

L’accoglienza del pubblico non fu delle migliori: benché fosse facile indossarle, confortevoli ed efficaci dal punto di vista della protezione, furono accolte con un certo scetticismo.

Ma dopo aver conosciuto i risultati di una serie di test e di collisioni di prova, che dimostrarono inequivocabilmente l’efficacia di tali sistemi, l’accoglienza fu totale e dal 1963 Volvo le introdusse anche negli USA e sugli altri mercati nei quali non venivano installate prima di allora.

Le cinture arrivano anche dietro

Ma la realizzazione geniale di Bohlin non si fermò qui. Alla Volvo si resero presto conto che era importante garantire la sicurezza anche agli occupanti dei sedili posteriori, che pensavano di essere al sicuro per il solo fatto di avere davanti, come protezione, i sedili anteriori. Dimenticando che tali occupanti potevano venir proiettati in avanti con una forza pari a 3000-5000 chili in caso di tamponamento, rischiando di volare contro il parabrezza e subire lesioni o causare danni agli occupanti dei sedili anteriori.

Le vetture Volvo dunque adottarono punti di attacco anche per le cinture posteriori sin dal 1958, ma la Casa svedese riuscì a convincere gli acquirenti dell’opportunità che anche gli occupanti dei sedili posteriori indossassero le cinture di sicurezza solo dal 1967.

Oggi indossare le cinture di sicurezza è obbligatorio per legge anche per gli occupanti dei sedili posteriori, e in molti paesi è semplicemente un dato di fatto. Ma Nils Bohlin, esperto di sicurezza a tutto campo, è andato ancora avanti nella ricerca e nella soluzione della protezione degli occupanti delle vetture. Si rese rapidamente conto della necessità di una protezione contro gli impatti laterali, e fin dagli anni ’70 iniziò a studiare varie soluzioni tecniche che in ultimo diedero vita all’attuale ben noto sistema di protezione contro gli impatti laterali denominato SIPS (Side Impact Protection System) che Volvo fu tra i primi costruttori automobilistici di  tutto il mondo ad adottare.

Dopo essere andato in pensione nel 1985 Nils Bohlin è rimasto consulente di lusso della Volvo fino al 2002, quando è deceduto a 82 anni per i postumi di un ictus.

Bohlin è considerato uno degli otto più importanti inventori nel settore automobilistico (assieme a tecnici del calibro di Karl Benz, Thomas Edison e Rudolf Diesel), ha ricevuto molti riconoscimenti internazionali per il suo lavoro e soprattutto per lo sviluppo della cintura di sicurezza a tre punti.

Quando si resero conto di dovere la vita alla sua invenzione molti si misero personalmente in contatto con lui per ringraziarlo. Difficile dire quanti siano, ma con un semplice calcolo è possibile pensare che oltre un milione di automobilisti si sia salvato grazie alle cinture.