In palestra sì, a patto di andare in auto

Un’inchiesta effettuata da direct line mostra che la maggior parte degli italiani non riununcia all’auto neanche per andare a praticare sport

In palestra sì, a patto di andare in auto

di Andrea Barbieri Carones

17 giugno 2010

Un’inchiesta effettuata da direct line mostra che la maggior parte degli italiani non riununcia all’auto neanche per andare a praticare sport

Toglietemi tutto ma non la mia auto. Non è lo slogan del nuovo spot dell’ultimo modello di emissioni zero di qualche Casa europea ma un dato di fatto emerso in seguito a un sondaggio effettuato dalla compagnia di assicurazione online, Direct Line. Già, perché gli italiani frequentano (poco) le palestre, prendono in mano la racchetta da tennis, la palla da basket o la cuffia per nuotare, ma per farlo ci vanno con la propria inseparabile auto. Non siamo ancora ai livelli degli automobilisti canadesi, che riuncerebbero più volentieri al sesso o al caffè del mattino che al proprio veicolo, ma poco ci manca.

Insomma: la pigrizia è dura a morire anche tra chi fa sport e prende la macchina per fare 500 metri. Nel dettaglio, l’indagine rivela che più della metà degli italiani dichiara di non praticare sport con abitudine o di farlo solo una volta a settimana. Tra coloro che invece lo praticano, il 53,4% raggiunge in macchina la palestra o il luogo dove fare attività, mentre solo 1 su 3 ci va a piedi. La bicicletta? Fuori moda o inutilizzabile, visto che è usata solo dal 7,9%. Sempre più che i mezzi pubblici, comunque, usati da appena il 2,8% degli “sportivi”.[!BANNER]

Con l’arrivo del grande caldo, pare che le lamiere delle auto abbiano meno fascino: il 5,9% degli intervistati ha dichiarato di usare meno la propria 4 ruote, a vantaggio della bicicletta e dei propri piedi. Resta infine un 40,7% cui non importano i chili superflui e la prova costume, visto che non hanno la minima intenzione di fare attività fisica e, di conseguenza, di utilizzare l’auto anche per fare pochi metri.