FIA: tracciare le auto usate in ottica antifrode

La Federazione Internazionale dell’Automobile chiede una tracciatura dei servizi di manutenzione sulle auto, in modo che chi le compra sia informato

FIA: tracciare le auto usate in ottica antifrode

di Andrea Barbieri Carones

27 maggio 2010

La Federazione Internazionale dell’Automobile chiede una tracciatura dei servizi di manutenzione sulle auto, in modo che chi le compra sia informato

Negli spazi congressuali di Villa d’Este, sulle rive del lago di Como, è in corso la Conference Week della FIA, la Federazione Internazionale dell’Automobile. L’evento, organizzato dall’Automobile Club d’Italia, ha voluto focalizzare l’attenzione sulla necessità di “tracciare” le auto usate, nell’ottica di tutelare gli acquirenti, soprattutto per quelle vendute online. Durante l’appuntamento, toccati anche i temi della sicurezza stradale, dell’ambiente e dei costi.

Intanto la Commissione giuridica FIA per la tutela dei consumatori ha lanciato un allarme, sottolineando l’emergenza delle truffe on line nella vendita di auto di seconda mano: auto rubate e rivendute, auto contraffatte o anche solo auto che non corrispondono alla descrizione. E a farne le spese sono gli acquirenti, talvolta incauti ma spesso in buona fede.

La FIA chiede pertanto delle efficaci misure di prevenzione e delle misure che facilitino la gestione delle controversie internazionali. La tracciatura di cui si parlava prima sarebbe uno strumento idoneo a permettere di seguire l’auto nelle varie fasi di manutenzione, con annotazione del chilometraggio a ogni intervento meccanico: dal cambio degli pneumatici alle riparazioni del motore e della carrozzeria.[!BANNER]

L’esempio più calzante è quello del “Car Pass“, un sistema di tracciatura degli interventi sui veicoli sperimentato con successo in Belgio, grazie al quale chi acquista un’auto usata sa esattamente cosa compra. L’esperienza belga ha dimostrato che con questo sistema le frodi assicurative vengono quasi azzerate. Resta da vedere se un sistema attuale potrebbe essere esportato anche nel resto d’Europa e in Italia in particolare.