La DR2 alla prova del pubblico

"Porte aperte" lo scorso fine settimana per l'ultima nata della DR. La parola ai visitatori degli showroom: ecco cosa ne pensano

Prova su strada della DR2

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Incuriositi e interessati dal prezzo e dalle caratteristiche offerte. Si vedrà, col tempo, se gli italiani premieranno con l'acquisto la DR2, l'utilitaria che nasce a Macchia di Isernia con l'utilizzo di carrozzeria e telaio importati dalla Cina.

L'operazione porte aperte è stata l'occasione giusta per cercare di capire come siano considerate le "cinesi". Anche se, come in questo caso, sono tali solo in una parte dei componenti.

C'eravamo anche noi. Ci siamo intrufolati fra i visitatori, anche noi alla scoperta della DR2, della quale nei giorni scorsi abbiamo pubblicato un test drive in anteprima.

OK per una seconda auto, ma la cilindrata è alta

Per alcune famiglie, la DR2 viene vista con interesse come "seconda auto". In questo, sembra l'ideale. "Hai visto le dimensioni? - osserva una giovane coppia - Dalle foto, ci sembrava un po' più piccola. Potrebbe 'funzionare' per usarla durante la settimana, e lasciare l'altra auto, la grossa, per il weekend". "Già, ma il motore non sarà un po' grosso? Io mi aspettavo un 1.1, 1.2 al massimo. Questo è un 1.3. Se ci fosse una cilindrata inferiore, sarebbe meglio".

Abitabilità: bene per quattro

Il giudizio più "importante", si sa, spetta alle signore. Sono loro che decidono. E la DR2 non fa eccezione: "Siediti un po' dietro", dice una visitatrice al proprio marito. Lui esegue, e lei rimarca: "Sul divanetto dietro lo spazio è discreto per due bambini. Gli adulti ci stanno, ma per i lunghi viaggi non è il caso"

Il 'test' del sedile guida lascia un po' sconcertato Mauro, un visitatore che si rivolge al titolare dello showroom perché indeciso fra la DR2 e la sorellina più piccola, la DR1: "E' strano - osserva - Il volante non tocca le gambe, ma l'angolo del ginocchio è un po' stretto. Insomma, ci sto abbastanza comodo, ma credo che questo potrà andare bene per i percorsi cittadini, non per i viaggi un po' più lunghi".

Senza fronzoli, piace così

All'interno, la DR2 sembra abbia colpito proprio per... la semplicità. "Vedi l'abitacolo? - considera una coppia - E' essenziale, semplice". Fra gli aspetti più graditi, la dotazione di serie. Depliant alla mano, alcuni visitatori considerano l'offerta: "Quattro vetri elettrici, cerchi in lega da 15", autoradio con USB e MP3, sedili posteriori frazionati, specchi retrovisori elettrici...", elencano. "L'offerta sembra buona". C'è chi ironizza sui sensori di parcheggio: "Per salvaguardare il 'dietro' della vettura e non farle perdere valore all'usato".

La meccanica non interessa per nulla

E' particolare il fatto che, fra tutti i visitatori che abbiamo osservato, ben pochi abbiano mostrato un qualche interesse verso la meccanica. Poche le persone che hanno chiesto di dare un'occhiata al motore; ancora meno quelli che hanno osservato l'impianto frenante: "Ah, è 'misto' - considera un possibile cliente rivolto al sistema di frenatura della DR2 - Dischi davanti, tamburi dietro. Perché non hanno messo quattro dischi? Cioè, la vettura è utilitaria, e va bene. Ma visto che ha degli accessori particolari, come i sensori di parcheggio, potevano aggiungere due dischi".

Comprarla o no? Semmai, a GPL!

Uno degli elementi di maggiore richiamo è il prezzo. Un po' inferiore rispetto alle vetture pari classe alle quali la DR2 si rivolge come diretta concorrente (Renault Clio Storia, Peugeot 206 Plus, Opel Agila), potrebbe rivelarsi interessante: "Diecimila euro pronta su strada - rimarca un'altra coppia - Oppure, con 1000 euro in più, anche GPL. Beh, la seconda possibilità potrebbe essere una scelta da tenere in considerazione".

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di Francesco Giorgi | 17 maggio 2010

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