Perché no? Noleggiare l’auto ai vicini

Un sito internet inglese mette in pratica il concetto di car sharing, mettendo in contatto domanda e offerta di auto private a noleggio

Perché no? Noleggiare l'auto ai vicini

di Andrea Barbieri Carones

07 maggio 2010

Un sito internet inglese mette in pratica il concetto di car sharing, mettendo in contatto domanda e offerta di auto private a noleggio

“Affitto la mia auto, che resta ferma in garage una media di 23 ore al giorno. Destinatari: chi abita nel quartiere”. Ecco come sarebbe un annuncio tipico del nuovo sito internet inglese destinato al car sharing, vale a dire quel concetto diverso di utilizzo della propria 4 ruote volto a condividerla con altri utenti, in modo da ricavarne un po’ di denaro. D’altra parte, chi fa un uso scarso dell’automobile, può evitare di acquistarne una e può utilizzarne una in condivisione. Colui che prende in affitto l’auto, pagherà anche una quota destinata all’assicurazione aggiuntiva: in caso di sinistro, il proprietario non corre il rischio di vedersi declassato nella polizza rc e non dovrà risarcire nessuno.

Il sito, www.whipcar.com, è stato lanciato a metà aprile e vanta già alcune centinaia di utenti registrati: quelli che mettono a disposizione la propria auto devono solo registrare il proprio mezzo, indicando le proprie generalità e la cifra chiesta per l’utilizzo. Secondo il quotidiano britannico Financial Times, nel Regno Unito ogni auto resta inutilizzata in media per 23 ore al giorno e costa più di 5.500 euro all’anno solo per possederla. Senza contare la benzina, che oggi è sempre più un lusso.

I fondatori del sito, da veri imprenditori, hanno fiutato l’affare semplicemente camminando per la strada e osservando quante auto rimanessero ferme e leggendo una statistica che diceva che l’auto è considerata l’asset strategico più prezioso di ciascuno.[!BANNER]

Le auto sono comunque selezionate, così come i potenziali clienti di questo servizio: le Ferrari e le Jaguar, per esempio, sono state escluse dato che le assicurazioni si erano dette contrarie a coprire il rischio aggiuntivo. Gli utenti, invece, saranno valutati in base a precedenti condanne e saranno esclusi se presentano una sinistrosità elevata.

A portare numerosi nuovi utenti di questo servizio è stata infine la notizia secondo cui le tasse di proprietà di gran parte delle auto di nuova immatricolazione raddoppierà nel breve periodo soprattutto per quei veicoli che hanno le più alte emissioni di CO2.