Italiani: si al blocco, ma servono più autobus

Indagine Audimob, il 60% degli intervistati disposti a sacrificare l’auto a favore di un servizio pubblico più efficiente e capillare

Italiani: si al blocco, ma servono più autobus

di Redazione

22 febbraio 2010

Indagine Audimob, il 60% degli intervistati disposti a sacrificare l’auto a favore di un servizio pubblico più efficiente e capillare

D’accordo, via le auto dalle strade nelle ore di punta, però serve un servizio di trasporto pubblico più capillare ed efficiente. E’ questo che chiedono gli italiani, intervistati e sottoposti a indagine statistica dall’ Osservatorio “Audimob”. Il 60% degli automobilisti si dichiara a favore del blocco concordato da 80 Comuni del Nord per domenica 28 febbraio.

La soluzione risiede nel potenziamento di bus, filobus, tram e metropolitane. Il 58,1% degli intervistati dichiara di essere favorevole ai mezzi pubblici nell’impossibilità di far ricorso all’auto. Una fetta non marginale, che incide per oltre l’11% dei contrari. Questo accresciuto potenziale di domanda di mobilità collettiva tende ad assumere dimensioni diverse nelle varie zone dell’Italia: maggiore al Sud e nelle Isole, dove la percentuale si attesta al 62.7%, mentre nel Nord Est e nel Nord Ovest si ferma, rispettivamente, al 54,1% e al 56,1%.[!BANNER]

Dai numeri si evince una maggior richiesta di pubblico trasporto laddove oggi è più carente. E se le corse divenissero gratuite? Come si comporterebbero le persone? La domanda sottoposta da Audimob offre ulteriori spunti d’interesse. Tra gli utenti occasionali, e i non utenti, oltre la metà sarebbero disposti a cambiare radicalmente le proprie abitudini ed usufruire regolarmente del servizio. Il 26,1% userebbe il mezzo pubblico regolarmente, il 24,5%  “solo” occasionalmente.

Ovviamente, l’introduzione di un’opportunità condivisa e a costo zero per i cittadini andrebbe finanziata attraverso la fiscalità generale, con una tassa proporzionale al reddito espressamente destinata per sovvenzionare le aziende che mettono su strada i mezzi. L’eventualità non rappresenterebbe un problema per il 49% degli intervistati

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