Attenzione alla banda dei lecca lecca

Occhio alle curve strette, ai cavalcavia: i “soliti ignoti” lanciano Chupa Chups sull’auto, fingono un urto e chiedono i danni

Attenzione alla banda dei lecca lecca

di Francesco Giorgi

17 febbraio 2010

Occhio alle curve strette, ai cavalcavia: i “soliti ignoti” lanciano Chupa Chups sull’auto, fingono un urto e chiedono i danni

Secondo quanto riporta in questi giorni il Corriere del Mezzogiorno, sono arrivate a decine ai comandi di Polizia municipale di Cercola e Cicciano (paesi dell’hinterland napoletano) denunce che coinvolgono i noti Chupa Chups. Proprio i colorati e saporiti lecca lecca a forma di sfera, da un po’ di tempo sembrano costituire una nuova “arma” per una truffa inedita messa in atto dai “soliti ignoti” ai danni degli automobilisti.

Il meccanismo è tanto semplice quanto diabolico: bastano un gruppetto di persone, un’auto (già danneggiata: vedremo perché) e un posto strategico nel quale piazzarsi: un cavalcavia, una curva stretta, una rientranza della strada. Tutte zone nelle quali chiunque si trovi a imboccarle dovrà rallentare. E qui arriva la messa in scena. Il truffatore centra la fiancata destra della vettura della vittima designata. Come? Con il Chupa Chups, ovvio. A questo punto, ci si chiede come faccia un innocuo lecca lecca a diventare strumento di truffa.

La risposta viene fornita dai dirigenti della Polizia municipale di Cercola e Cicciano. Grazie al bastoncino di plastica, infatti, si scopre che il Chupa Chups ha una gittata piuttosto ampia. Insomma: può essere lanciato da una certa distanza. Se, poi, si considera che la sfera di caramella vera e propria all’interno è vuota, ecco che il rumore che produrrà sulla fiancata della vettura presa di mira sarà quello di un colpo secco. Simile, in tutto e per tutto, a un urto.[!BANNER]

E qui arriviamo al nocciolo della questione. L’automobilista “caramellato” scende dall’auto, normale, allarmato dall’improvviso rumore. Il malcapitato penserà a una pietra. Mai gli verrebbe in mente di pensare a un simile “scherzo”. Il truffatore, dal canto suo, si avvicina, inizia a protestare contro la vittima per il “danno” subito, e mostra – a riprova di tutto – lo specchietto danneggiato della propria vettura.

Terzo e ultimo atto della commedia (che purtroppo commedia non è, semmai una tragica farsa), che è stata scoperta dalle indagini congiunte delle forse di polizia e dalle rivelazioni di un truffatore pentito: una breve trattativa fra “danneggiato” e “danneggiante”, che si conclude con il versamento, da parte di quest’ultimo, di una somma risarcitoria – da 50 a 100 euro – e una stretta di mano, “per non dover perdere tempo dall’avvocato o all’assicurazione”: si sa, infatti, che a Napoli e provincia gli importi della RC Auto sono i più cari d’Italia.