Automobilisti italiani: i peggiori d’Europa

Arroganti, distratti e spericolati al volante. Ad ammetterlo sono proprio gli stessi guidatori del Bel Paese

Automobilisti italiani: i peggiori d'Europa

di Lorenzo Stracquadanio

15 febbraio 2010

Arroganti, distratti e spericolati al volante. Ad ammetterlo sono proprio gli stessi guidatori del Bel Paese

Maglia nera per gli automobilisti italiani. Secondo una ricerca commissionata da DirectLine a Nextplora sono proprio i guidatori della Penisola a essere i peggiori a livello europeo perché arroganti, distratti e spericolati. L’elemento curioso, emerso dallo studio che replica lo stesso risultato evidenziato da un’altra ricerca europea, è che a esserne convinti sono gli stessi italiani.

Il 48% del campione intervistato ritiene infatti che proprio l’Italia sia il paese con i guidatori peggiori del Vecchio Continente seguito da Grecia (20%) e Spagna (8%). Il 35% pensa che i nostri connazionali guidino un po’ peggio della media, mentre il 17% è convinto che gli italiani guidino decisamente peggio. C’è però anche un 25% che risulta essere più clemente pensando che tutto sommato i guidatori dello Stivale siano allo stesso livello del resto d’Europa.

Gli aspetti che più incidono sul giudizio finale interessano la guida spericolata (ritenuta grave dal 45%) seguita dalla distrazione (39%) a causa di telefonini o chiacchere. Il 34% invece punta il dito contro l’arroganza al volante considerato il fattore principale della guida “cattiva” (una percentuale che arriva a quota 40 se gli intervistati sono di sesso maschile). Le donne invece considerano la velocità l’elemento negativo più pesante.[!BANNER]

Al di là dei numeri quello che più dovrebbe far riflettere è che a distanza di anni la reputazione degli automobilisti italiani non è cambiata di una virgola. Già nel 2003 un’altra ricerca targata DirectLine aveva riscontrato la stessa valutazione.

Spezza una lancia in nostro favore Barbara Panzeri, direttore marketing Direct Line: “Possiamo prendere come aspetto positivo il fatto che gli italiani, dai dati emersi dalla nostra ricerca, sono consapevoli di avere ampi margini di miglioramento alla guida e probabilmente questo potrebbe favorire un progressivo miglioramento della sicurezza sulle strade”.