Compie 25 anni la Toyota MR2

Nel 1984 faceva il suo ingresso sul mercato la piccola sportiva, leggera e divertente MR2. La seconda serie è stata la più apprezzata di tutte

La Toyota MR2 compie 25 anni

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Al recente Salone di Tokyo Toyota ha presentato MR-S, una compatta due posti che potrebbe nel giro di qualche anno proporsi come un valido prodotto nella categoria delle auto ibride. La sigla, così come alcune caratteristiche tecniche, riportano invece chiaramente al passato, quando sulle strade di Europa, Stati Uniti e Giappone spadroneggiava la MR2.

Il suo esordio sulla scena risale esattamente a 25 anni fa, nel 1984. Sino a quel tempo conosciuto per le auto economiche e adatte alla famiglia, il marchio Toyota ha deciso di concentrarsi su un modello sportivo, divertente, dalle linee originali. Ma in ogni caso accessibile ad un'ampia fascia di clienti. Ecco che così naque MR2-MKIcoupè biposto dalle forme squadrate, vagamente ispirate a concorrenti come la Fiat X-1/9 e la Lancia Beta Montecarlo. Anche la disposizione meccanica era simile, con un motore da 1.6 litri montato in posizione centrale-trasversale. La potenza non eccesla, pari a 124 CV, veniva valorizzata dal peso estremamente contenuto. Parte del merito va attribuita anche all'ottimo cambio a 5 marce, preciso e immediato negli innesti.

Contraddistinta dai proiettori anteriori a scomparsa, la MKI accolse nel 1986 una versione Targa, con padiglione scoperto: una mossa vincente, al pari dei vari aggiornamenti estetici, che permisero di non subire eccessivamente i segni del tempo. Sul mercato giapponese e americano venne introdotto, nel frattempo, anche un motore turbocompresso da 150 CV.

Nel 1989 tecnici e designer si concentrarono su un'evoluzione del progetto. Il risultato fu una vettura completamente nuova, la MKII. Più grande, veloce, e anche più apprezzata dal pubblico. La chiave del successo furono anzitutto le forme, moderne e vicine a quelle di alcune Ferrari, come la 308 e la 348 GTS. Decisamente riuscita, in particolare, fu la coda. Il paragone con il Cavallino si limitava invece alla veste estetica, le prestazioni rimanevano decisamente lontane. In ogni caso sotto il cofano trovarono spazio motori più potenti rispetto alla serie precedente: si trattava di unità da 2 litri, in configurazioni da 138, 156 e, dal 1993, 175 CV. Al buono scatto da fermo, la MKII abbinava  medie velocistiche di tutto rispetto. Meglio ancora riuscirono a fare le versioni Turbo, con potenze fino a 260 CV. Purtroppo nel Vecchio Continente fu decisa l'importazione solo della versione più tranquilla, quella da 200 cavalli. Targa o coupè, la Toyota ha ricevuto nel 1994 un restyling di mezza età, concentrato soprattutto sul posteriore.

Dopo la mossa vincente, in casa Toyota  hanno deciso nuovamente di rischiare, voltando un'altra volta pagina. Questa volta senza riscuotere grandi consensi, per lo meno in Italia. Nel 2000 ecco che è venuta la volta di MKIII, terzo ed ultimo capitolo della saga. A fornire l'ispirazione questa volta non è stata Ferrari, ma Porsche, con la piccola Boxster. I volumi si sono fatti più ristretti, sono scomparsi i fari reclinabili, e soprattutto il tetto. Da coupè la MR2 è diventata una spider. Leggera e agile sullo stretto, è spinta da un motore tutto nuovo, un 1.8 in alluminio da 138 cavalli. Nonostante gli interni di ottima fattura, la risposta del mercato risultò fredda. Questa roadster non aveva sufficiente personalità, e le cose non migliorarono dopo l'introduzione di qualche accorgimento per fanaliera e paraurti. Con il 2005 Toyota ha deciso di chiudere le importazioni.

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