40 candeline per la VW-Porsche 914

Bella ma dalle scarse prestazioni, la vettura nacque da un accordo di joint venture. Era realizzata negli stabilimenti della Karmann.

Porsche 914 compie 40 anni

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Correva l'anno 1969 quando in Germania i marchi Volkswagen e Porsche portarono a frutto l'accordo per la realizzazione di un prodotto comune. Siglata come 914, la vettura si presentava con una carrozzeria targa, il motore montato in posizione posteriore-centrale, e ambizioni specifiche: sostituire la 912 di Zuffenhausen, e svolgere il compito di erede per l'obsoleta Karmann-Ghia, nell'orbita di Wolfsburg.

In base ai termini della joint-venture, si decise di utilizzare gli stabilimenti del carrozziere per le operazioni di assemblaggio. A Karmannn fu affidato anche il disegno della carrozzeria, Porsche sviluppò invece la componentistica di telaio e meccanica. Ne uscì un veicolo dalle caratteristiche tecniche moderne, dotato di sospensioni indipendenti, cambio a 5 marce e freni a disco sulle quattro ruote. Le linee, dalla buona penetrazione aerodinamica, disegnavano un abitacolo per due posti, sormontato da un tetto rigido, facilmente asportabile. Il robusto rollbar, nel più ricco allestimento S, si presentava con un rivestimento in vinile, adeguandosi a una moda diffusa nell'epoca. In abbinamento venivano offerti cerchi in lega di disegno specifico, e rivestimenti interni più curati. Per tutti gli allestimenti erano previsti proiettori anteriori a scomparsa.

Dietro i sedili era posizionato il motore, un boxer raffreddato ad aria. Inizialmente si poteva scegliere tra due unità: un 4 cilindri VW da 1.7 litri a iniezione, capace di 80  CV, oppure un 2 litri a 6 cilindri che, nonostante il marchio Porsche, era in grado di erogare solo 110 CV. Nonostante il peso contenuto, le prestazioni erano piuttosto scarse, e tali rimasero anche dopo i ritocchi alla gamma apportati nel 1972.

Gli scarsi risultati di vendite, e un rinnovato management che preferiva orientarsi verso altre direzioni indussero Volkswagen a ritirarsi dal progetto. Proseguì tuttavia la fornitura di motori, il 1.7 portato a 1.8 per 85 CV, e un 2 litri ora a 4 cilindri accreditato di 100 CV. Arrivarono modifiche anche estetiche (come i paraurti di color nero opaco) e nuovi interni, ma le sorti della 914 non vennero risollevate. Nel 1975 fu scritta la parola fine della sua storia, dopo aver sfornato circa 119 mila esemplari. Due terzi dei totali vennero piazzati peraltro sul mercato USA.

Tra i motivi d'interesse che oggi suscita questo modello, si segnala l'esistenza di 11 esemplari di una versione sportiva, denominata 916. Nei piani di Porsche era prevista la produzione in serie, tuttavia si decise di congelare il tutto per non porre concorrenza alla 911, dalle caratteristiche simili. Anzitutto i motori, i 6 cilindri 2.4 litri da 190 CV della S e il 2.7 litri da 210 montato sulla GT3, in grado di spingere la 916 a 250 km/h. La carrozzeria presentava leggeri differenze estetiche, dai corpiruota maggiorati al tetto saldato con il resto del corpo, soluzione decisa per aumentare la rigidità torsionale. Per il resto assomigliava molto a quanto visto con la 914-6 GT, allestimento da competizione realizzato per la targa.

Un'ultima elaborazione degna di nota prende il nome di 914/8. Come si può intuire, la differenza risiede nel motore, un 8 cilindri da 310 CV tradotto dalla gloriosa 908, utilizzata con profitto nel campionato di categoria prototipi. Venne preparata una sola vettura, oggi esposta al museo del costruttore.  

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