All'asta la Ferrari 335S Scaglietti 1957: sarà il nuovo record?

Si prevede un nuovo record per la Ferrari 335S Spider telaio 0674 protagonista di una articolata storia sportiva fra il 1957 e il 1959.

Ferrari 335S Spider Scaglietti 1957

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Un'altra "super-Ferrari" si prepara ad essere messa all'asta. E, ancora una volta, si prospetta una cifra da record. L'appuntamento è per il 5 febbraio, in occasione dell'annuale asta di auto storiche di grande prestigio che viene organizzata da Artcurial fra gli eventi in programma a Rétromobile, la rassegna parigina dedicata al motorismo d'epoca. La vettura in questione è la Ferrari 335S Spider Scaglietti contrassegnata dal numero di telaio 0674, e che proviene dal garage di Pierre Bardinon, uno dei maggiori collezionisti di Ferrari al mondo, scomparso nell'estate del 2012: la sua collezione annovera, fra le altre, le leggendarie Ferrari 250 Gto, 330 P4, 250 LM, 312 PB, 250 SWB Competizione e, appunto, la 335S Spider Scaglietti del 1957.

Elevatissima, e come spesso avviene per i modelli più prestigiosi costruiti a Maranello (ricordiamo, a titolo di esempio, il clamoroso "poker" di Ferrari costruite da Scaglietti andato all'asta lo scorso gennaio), sicuramente in grado di catalizzare l'attenzione degli appassionati e di far parlare di se a lungo, è la stima d'asta: la Ferrari 335S Spider Scaglietti "0674" del 1957 arriverà all'incanto con un "cartellino" di 30-34 milioni di dollari, corrispondenti a una forbice di 27.400.000 - 31.100.000 euro. Una somma che i curatori dell'asta Artcurial di Rétromobile 2016 giustificano per via dell'estrema rarità del modello (ne furono allestiti soltanto quattro esemplari), dal palmarès sportivo, dalla sua storia (fu la Ferrari vincitrice dell'ultima Mille Miglia di velocità, nel 1957, con Piero Taruffi; e purtroppo la vettura della "tragedia di Guidizzolo", l'incidente nel quale persero la vita Alfonso De Portago, il secondo pilota Edmund Nelson e nove spettatori fra i quali cinque bambini: l'episodio decretò di fatto una pesante limitazione alle corse automobilistiche e motociclistiche di velocità su strada in Italia), e dal fatto che il valore delle Ferrari, negli anni, è andato aumentando "a ritmo esponenziale".

La Ferrari 335S Scaglietti, dal nome della celebre carrozzeria da sempre partner di Maranello che si incarico di realizzarne le forme esterne in alluminio (il telaio, come imponeva la tecnologia di allora, è a elementi tubolari in acciaio), rappresentò una evoluzione tecnica della precedente Ferrari 315S, dalla quale ereditava la componentistica meccanica ma con il motore "Tipo 140" portato da 3.783,40 cm³ a 4.023,32 cm³. Distribuzione a doppio Albero a camme in testa a due valvole per cilindro, sei carburatori Weber 42 DCN, doppia accensione a quattro spinterogeni, lubrificazione "ovviamente" a carter secco. La potenza sviluppata dal V12 Ferrari è 390 CV a 7.400 giri/min.

Riguardo alla storia sportiva, la Ferrari 335S Spider Scaglietti "0674" debuttò in forma ufficiale alla 12 Ore di Sebring 1957 con Peter Collins e Maurice Trintignant alla guida: l'equipaggio anglo - francese si classificò in sesta posizione assoluta. Nel maggio successivo, la vettura passò nelle mani di Wolfgang Von Trips per la Mille Miglia, che concluse al secondo posto alle spalle di Piero Taruffi. Una successiva sosta in officina comportò l'aumento della cilindrata a 4,1 litri (da qui la denominazione "335"), per una velocità massima di 300 km/h. La trasformazione venne operata in previsione dell'impiego della vettura alla 24 Ore di Le Mans, dove venne portata in gara da un "equipaggio da leggenda": Mike Hawthorn e Luigi Musso, che sfortunatamente dovettero ritirarsi alla quinta ora di gara, a causa di una serie di problemi meccanici, dopo essere stati in testa nelle prime battute ed avere fatto segnare il giro più veloce a una media di 203,015 km/h. Il palmarès sportivo della 335S "0674" proseguì al Gran Premio di Svezia (quarto posto finale) e al Gran Premio del Venezuela sul "cittadino" di Caracas, dove nuovamente Hawthorn e Musso si classificarono al secondo psoto e contribuirono alla conquista per Ferrari del Campionato Mondiale Sport 1957.

La Ferrari 335S Spider Chinetti varcò l'oceano a gennaio 1958, per opera dell'importatore Luigi Chinetti con base a New York. Immediatamente portata in gara, vinse il Gran Premio di Cuba con Masten Gregory (l'occhialuto "Yankee" che gli appassionati ricordano trionfatore alla 24 Ore di Le Mans 1965 in coppia con Jochen Rindt sulla 250 LM sempre per i colori del Nart di Chinetti). Successivamente, la vettura venne impiegata in pista negli Usa da Gaston Andrey e Lance Reventlow - il creatore delle Scarab -, per poi essere venduta nel 1960 a Robert N. Dusek, un architetto che viveva in Pennsylvania, il quale la tenne fino al 1970 per cederla a Pierre Bardinon, nella cui collezione francese rimase fino alla sua scomparsa avvenuta tre anni fa.

La 335S Scaglietti che ai primi di febbraio andrà all'asta Artcurial in programma a Rétromobile 2016 non è l'unica della ristrettissima "famiglia" 335S salita negli ultimi tempi agli onori delle cronache fra gli appassionati di supercar d'epoca. Nel 2014 aveva suscitato scalpore l'aggiudicazione all'asta, da parte di un facoltoso enthusiast austriaco, dell'ultimo esemplare di Ferrari 335S sui quattro costruiti a suo tempo: la vettura, allestita nel 1958, era stata protagonista di una vita rocambolesca. Mai impiegata in gara per via del cambio di regolamento sportivo che limitava la cilindrata per le vetture Sport a 3 litri, venne inviata negli Usa attraverso Luigi Chinetti e venduta a un appassionato il quale, a causa dell'elevatissima cifra che si sarebbe resa necessaria per le riparazioni, non la volle più. La 335S restò per quattro anni abbandonata in un magazzino doganale, da dove venne "salvata" soltanto nel 1963, per l'"incredibile" somma di 1.000 dollari (in pratica, il costo della sola tariffa di deposito). Da quel momento, per l'ultima delle 335S iniziò un lungo pellegrinaggio, fra gli Usa, la Gran Bretagna e il Giappone: un girovagare che si è concluso a inizo 2014 quando, per la cifra di 21,5 milioni di dollari, è stata aggiudicata all'austriaco Andreas Mohringer.

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di Francesco Giorgi | 23 dicembre 2015

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