Peugeot 1007: addio ad una piccola incompresa

Esce di scena la baby monovolume del Leone: questa volta la ciambella non è uscita col buco

PEUGEOT 1007

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"Utilitaria" solo per le dimensioni, ma anticonformista (a fronte di motori un po' troppo grossi e prezzi non certo in linea con il segmento di appartenenza), la Peugeot 1007 viene tolta di produzione in questi giorni e... non lascia eredi.

Una storia curiosa, questa della "baby monovolume" del Gruppo PSA, per la quale le linee di montaggio dello stabilimento di Poissy si sono fermate a causa degli elevati costi di produzione a fronte di livelli di vendita non certo da superstar del segmento. Insucesso che ha colpito in maniera forse un po' pesante un modello che non avrebbe certo meritato di essere pressoché snobbato dalla clientela.

Peugeot 1007: incompresa

Motorizzazioni "importanti" per il segmento utilitario e che per i gusti europei non sono mai stati visti come un incentivo all'acquisto (il collaudato 1.4 a benzina da 73 CV nel 2006 sostituito da un propulsore di pari cilindrata ma distribuzione a doppio albero e 88 CV; il 1.6, sempre a benzina, a 16 valvole utilizzato nelle "baby sportive" della Peugeot; e i due Turbodiesel 1.4 e 1.6 Hdi), i prezzi di vendita e l'estetica hanno, in pratica, condannato la 1007 a un ruolo di nicchia. A questo ruolo ha, di sicuro, contribuito il Marchio di appartenenza, la Peugeot, che ha abituato la propria clientela a prodotti per automobilisti di buon senso piuttosto che ad esercizi estetici seppure coraggiosi.

Una scelta coraggiosa

La linea della vettura, disegnata da Pininfarina (storico designer per le vetture del Leone), non ammetteva mezze misure: o piaceva o non piaceva.

Il corpo vettura, squadrato e ricco di spigoli, l'ampia apertura in corrispondenza della presa d'aria anteriore, il montante posteriore inclinato con il lunotto ad abbracciare l'intera "coda" e, soprattutto, le portiere scorrevoli (che conferivano una estrema facilità di entrata e uscita ai posti anteriori, ma conservavano i "difetti" delle due - tre porte per i passeggeri destinati al sedile posteriore): sono tutti elementi stilistici che hanno concorso a fare della 1007 una vettura a sé stante.

La stessa sigla lo indica: il doppio zero evidenzia un'auto che non ha "parenti" nella gamma (un po' come avviene per la crossover 3008 e la monovolume 5008).

Sulla base della concept Sesame, presentata nel 2002, in Peugeot hanno voluto creare un esercizio stilistico coraggioso (e le 120 mila unità vendute, in meno di cinque anni, confermerebbero in ogni caso questa tesi). Altrimenti, perché imbarcarsi in un'impresa che rischia di rivelarsi perdente fin dall'inizio?

D'altro canto, in poco più di tre metri di lunghezza la 1007 ha offerto caratteristiche riscontrabili in vetture di classe superiore, se non inedite: basti pensare alle portiere scorrevoli a comando elettrico. Se mai (ma è una "colpa" fino a un certo punto...) la Peugeot con la 1007 ha tentato di aprire una breccia nel settore delle monovolume di piccole dimensioni, dominato storicamente dai Costruttori giapponesi e coreani.

La linea, perciò, anche per via delle ridotte dimensioni della vettura, "doveva" accompagnare una vettura funzionale (almeno secondo le indicazioni di partenza), anche se sembrava disegnata col righello. "Sotto", quindi, con la carrozzeria alta anche se corta e stretta, la parte frontale fortemente inclinata con il parabrezza e il cofano anteriore in funzione di elementi di continuità, la "coda" perfettamente verticale.

Adesso, la Peugeot 1007 esce di scena. Dopo meno di cinque anni di produzione e 120 mila esemplari usciti dallo stabilimento di Poissy, la mini monovolume del Leone passa la mano. E lo fa dalla porta di servizio: in sordina e senza eredi.

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di Francesco Giorgi | 06 ottobre 2009