All'asta un "poker" di Ferrari costruite da Scaglietti

250 Lm, 275 Gtb, 275 Gtb/4, 365 Gtb/4 Daytona Spider, stima di 24 milioni di dollari. Le 4 Ferrari by Scaglietti all'asta di RM Auctions a gennaio.

Ferrari: all'asta quattro esemplari Scaglietti

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Quattro "Scaglietti" per quattro Ferrari. E, sul tavolo, una stima d'asta che in totale raggiunge 24 milioni di dollari. Ecco, in estrema sintesi, il valore del "poker Ferrari" che il 16 gennaio in Arizona sarà messo all'asta curata da RM Auctions. Si tratta di quattro Ferrari - 250 Lm del 1964, 275 Gtb del 1966, 275 GTB/4 del 1967, 365 Gtb/4 Daytona Spider del 1973 - che hanno in comune l'origine produttiva: sono tutte realizzate da Scaglietti. Se è singolare che all'imminente asta RM Auctions sia in programma il quartetto di Ferrari realizzate da Scaglietti, non va dimenticato che la Carrozzeria modenese ha da sempre (cioè dalla sua fondazione, avvenuta nel 1951) legato in maniera indissolubile la propria attività alle Gt di Maranello. Fu dalla matita del fondatore Sergio Scaglietti che videro la luce alcuni dei capolavori di Ferrari: fra questi, la "Testa Rossa" del 1957 e la 250 Gto del 1962, ma anche la 250 "California" e le "piccole" Dino 206 e 246.

 

Ferrari 250 LM 1964: dalle corse alla strada

Anche se non raggiungono i valori d'asta stratosferici della indimenticabile "Gto", le altre Ferrari della serie "250" vi si avvicinano. E' il caso della Ferrari 250 LM del 1964, esemplare numero 9 dei 32 realmente costruiti: il modello che regalò a Maranello la vittoria alla 24 Ore di Le Mans del 1965 con Jochen Rindt e Masten Gregory al volante. Nello specifico, la Ferrari 250 LM "numero 9" (telaio 5899 GT) è stata riportata alla sua originaria livrea in bianco e rosso della Scuderia Filipinetti nel 2012, i colori con i quali la vettura aveva esordito in gara il 30 agosto 1964 alla cronoscalata svizzera Sierre - Montana Crans con Lodovico Scarfiotti al volante che la portò alla vittoria assoluta. Segue, da lì, una lunga carriera in pista (venne guidata, fra gli altri, da Nino Vaccarella e Jean Guichet), che proseguì fino al 1970, e diversi cambi di motore e di proprietà (dalla Ecurie Basilisk, sempre in Svizzera, ad Eric Stewart del gruppo pop britannico 10CC, a nuovi proprietari tedeschi, californiani e giapponesi), nonché tre restauri, fino a tornare in Europa nel 1992. La vettura, certificata da Ferrari Classiche, sarà messa all'asta a una stima di 9.500.000 - 12.500.000 dollari.

 

Ferrari 275 Gtb 1966: ultima evoluzione della 250 Gto

Se la Ferrari 250 Gto rimane nell'empireo dei capolavori su ruote, i modelli "derivati" realizzati negli anni immediatamente successivi rappresentano, per gli appassionati del Cavallino, le ultime realizzazioni "veramente" classiche sviluppate a Maranello. Come nel caso della Ferrari 275 GTB del 1966 (telaio 08.603, motore 08.603) che sarà messa all'asta RM Auctions su una stima di 2.750.000 - 3.500.000 dollari. La vettura, una delle 58 prodotte in configurazione "long - nose" con tre carburatori e pannelli di alluminio nella scocca, in origine era stata verniciata in tinta Rosso rubino con interni neri per trovare la sua attuale colorazione (il classico "Giallo Fly") nei primi anni 70. Gran parte della sua "vita" si è svolta negli Usa (California, Oklahoma, Texas, Minnesota, nuovamente california), prima di lasciare il continente americano a metà anni 90 e approdare in Europa.

 

Ferrari 275 Gtb/4 1967: arriva... da Hollywood

Al Salone di Parigi del 1966, Ferrari presentò una edizione rinnovata della 275 Gtb che aveva debuttato esattamente due anni prima. Stesso V12 da 3.286 cc alimentato da sei carburatori Weber, ma potenza portata a 300 dagli originari 280 CV grazie a un aggiornamento del blocco progettato da Gioacchino Colombo. In totale, fino al 1968 la produzione di Ferrari 275 Gtb/4 fu di 330 unità. L'esemplare oggetto dell'asta Scaglietti di RM Auctions, "punzonato" con il telaio 10451 e il motore 10451, venne acquistato nel 1967 dal celebre regista - e appassionato - John Frankenheimer, al quale si deve quel capolavoro della cinematografia motoristica che fu "Grand Prix". Il regista fra l'altro scrisse di proprio pugno un dettagliato rapporto che inviò a "Maranello Concessionaires", l'importatore Ferrari per la Gran Bretagna guidato da Ronnie Hoare, e che viene consegnato insieme alla vettura che va all'asta a una stima di 3.500.000 - 4.500.000 dollari. Nel 1971, la 275 Gtb/4 "ex Frankenheimer" approdò negli Stati Uniti (in California), dove vi simase fino al 1986 per poi diventare di proprietà di un appassionato giapponese, che la tenne quattro anni, e attraversare nuovamente l'oceano alla volta di Boston, dove il nuovo proprietario la fece ridipingere il "Giallo Fly" dall'originario "Blu Notte", e successivamente ancora in California, dove la vettura è stata sottoposta a un accurato restauro.

 

Ferrari 365 Gtb/4 Daytona Spider 1973: sogno "en plein air"

Ultima della stirpe delle Gt V12 realizzate da Ferrari, la 365 Gtb "Daytona" deve il proprio nome alla leggendaria tripletta (primo - secondo - terzo) delle Ferrari 330 P4 alla 24 Ore di Daytona 1967, vittoria che annientò lo squadrone Ford "in casa". La 365 Gtb/4 Daytona Spider del 1973 che sarà messa all'asta da RM Auctions (stima: 3.000.000 - 3.500.000 dollari) è una delle 121 costruite, per la precisione si tratta dell'esemplare numero 84. E' stata recentemente oggetto di un restauro conservativo e si presenta nelle stesse condizioni di quando venne consegnata, 41 anni fa, al primo proprietario, che abitava a Laguna Beach (California): carrozzeria in argento metallizzato, interni e capote neri, aria condizionata e cerchi a raggi Borrani. Nel 1980 passò di mano a un appassionato del Texas, per approdare nel Kentucky a fine 1982 e, nel 1993, tornare in California. Certificata da Ferrari Classiche come vettura completamente autentica, la 365 Gtb/4 Daytona Spider telaio 16793 e motore 16793 ha percorso in tutto circa 15.000 km, viene considerata una delle più belle Daytona Spider attualmente esistenti e, lo scorso gennaio, è stata esposta all'annuale "Palm Beach Cavallino Classic"dove si è aggiudicata il "Premium Award" nella propria classe.

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di Francesco Giorgi | 22 dicembre 2014

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