Skoda: l’ultima “barchetta” 996 Supersport va in museo

2 compressori, 4 carburatori, 180 CV: “piccola peste” che corse fino ai primi anni 60. L’ultima Skoda 996 Supersport entra al Museo di Mlada Boleslav.

Skoda: l'ultima "barchetta" 996 Supersport va in museo

di Francesco Giorgi

24 novembre 2014

2 compressori, 4 carburatori, 180 CV: “piccola peste” che corse fino ai primi anni 60. L’ultima Skoda 996 Supersport entra al Museo di Mlada Boleslav.

L’ultima delle “racer” di Skoda torna a casa. L’immagine del marchio di Mlada Boleslav è legata a filo doppio al motorsport: l’esperienza sportiva di Skoda è di lunghissima data, e non si limita all’impegno nei rally. Come dire: c’è di più oltre alle 1000 Mb, 110R, 130 Lr, Felicia Kit, Octavia Wrc, Fabia S2000 e la recentissima Fabia R5 che rappresentano l’impegno Skoda nei rally. La storia sportiva di Mlada Boleslav è fatta anche di velocità in circuito, seppure in maniera meno conosciuta a livello internazionale: è da ricordare, a questo proposito, la “992” di Formula Junior del 1963, subito convertita in F3 nel 1964 in conseguenza del cambio di regolamento della categoria cadetta.

In questi giorni, il Museo Skoda di Mlada Boleslav si prepara ad accogliere l’ultima superstite di una piccolissima famiglia di “barchette” che vennero impiegate in forma ufficiale all’inizio degli anni 50 e, nelle mani di piloti privati, fino ai primissimi anni 60. Si tratta dell’ultima Skoda 996 Supersport, appena uscita da un restauro completo, una “biposto Sport” che insieme ad altre due “sorelline” venne costruita nel 1950.

La Skoda 996 Supersport (da notare che la sigla “996” è piuttosto ciclica fra i veicoli più performanti: ricordiamo la penultima generazione di Porsche 911 e la Ducati 996) dal corpo vettura realizzato in alluminio e dotata dei “classici” parafanghini di tipo motociclistico – la configurazione della 996 che si prepara a entrare al Museo Skoda di Mlada Boleslav è datata 1954 -, è giunta fino a noi nel disegno che venne scelto nel 1953, quando la piccola biposto venne sottoposta a un radicale aggiornamento – operato in seguito a un incidente che avvenne in corsa – rispetto alla prima edizione del 1950, che aveva debuttato il 24 settembre di quell’anno al GP di Cecoslovacchia nella categoria fino a 1.100 cc.

Il motore di 1.089 cc della Skoda 996 Supersport  è lo stesso della popolare 1101/102, conosciuta in patria come  Skoda Tudor, una piccola berlina a tre porte che venne costruita fra il 1946 e il 1952; come consuetudine dell’epoca, la piccola unità 4 cilindri, che di serie sviluppava 32 CV a 4.200 giri/min, fu oggetto di una profonda elaborazione da parte dei tecnici Skoda, che modificarono la testata con l’adozione di un componente in alluminio, le camere di combustione (che diventarono emisferiche), pistoni e albero a camme, alimentazione (vennero adottati due carburatori), che permisero alla piccola “barchetta” Skoda 996 Supersport di raggiungere una potenza di 90 CV. Accanto a questa versione, e per consentire la partecipazione della vettura in più categorie, venne realizzata una 996 Supersport equipaggiata con uno o due compressori volumetrici e due carburatori in più: questa edizione, la cui cilindrata era stata nel frattempo portata a 1.221 cc e che sviluppava una potenza di ben 180 CV per una velocità massima di 200 km/h, consentì alla Skoda 996 Supersport di competere nella categoria fino a 1.500 cc. L’ultima Skoda 996 Supersport venne impiegata in gara fino al 1962; la vettura fu successivamente di proprietà del pilota slovacco Ivan Micik che nel 2007 la vendette a Skoda, che l’ha sottoposta a un completo restauro.

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