Maserati 450S, all’asta l’esemplare pilotato da Stirling Moss

La splendida Maserati pilotata dal campione tedesco in occasione della Mille Miglia del 1956 potrebbe essere venduta ad una cifra da record.

Maserati 450S pilotata da Stirling Moss

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La Maserati 450S realizzata dalla Carrozzeria Fantuzzi, pilotata da Stirling Moss nel 1956 durante la storica corsa della Mille Miglia, sarà presto messa all'asta e promette di raggiungere un prezzo da record. Il prossimo 10 maggio, la splendida Maserati sarà trasportata a Monaco per partecipare all'asta organizzata dalla RM Auctions, dove si prevede che sarà venduta ad un prezzo compreso tra i 4 e i 5 milioni di euro.

Un po' di storia

Originariamente costruita come una 350S dotata di motore a sei cilindri e con assegnato il numero di telaio 3501, questa particolare macchina da competizione era stata frettolosamente preparata per gareggiare alla Mille Miglia del 1956, con al volante il mitico Stirling Moss e Dennis Jenkinson come navigatore. A poca distanza dalla città di Roma, i freni della Maserati cedettero e la vettura finì fuoristrada subendo notevoli danni, mentre Moss e Jenkinson ne uscirono illesi.

Dopo l'incidente, la vettura fu trasformata in un prototipo per lo sviluppo del  programma 450S che prevedeva l'utilizzo di un interasse esteso per adattare l'inedito propulsore V8. La carrozzeria Fantuzzi realizzò inoltre per la vettura una carrozzeria monoposto abbinata ad un nuovo cofano motore.

Dopo aver partecipato al GP di Svezia del 1956, la vettura fu conservata per molti anni dalla Maserati, prima di essere venduta senza propulsore nel 1965. In seguito, uno dei successivi proprietari installò sulla vettura un motore V8 di origine Corvette, ma nel 1981 l'auto venne comprata da un collezionista italiano che la riportò alla configurazione originale 450S, ovvero quella dotata del V8 Maserati da 5.657 c.c., dotato di quattro carburatori Weber 45 IDM e capace di sviluppare ben 520 CV.

Le altre caratteristiche tecniche della vettura parlano sospensioni anteriori indipendenti con doppi bracci oscillanti e molle elicoidali, sospensione posteriore rinforzate e ammortizzatori telescopici, senza dimenticare l'utilizzo dei freni a tamburo su tutte quattro le ruote.

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di Francesco Donnici | 09 aprile 2014

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