Gli insulti? Un classico delle strade trafficate

A far scattare la rabbia è l’eccessiva velocità ma anche la troppa calma. E il 28% degli automobilisti non trattiene il dito medio.

Gli insulti? Un classico delle strade trafficate

di Eleonora D'Uffizi

17 gennaio 2014

A far scattare la rabbia è l’eccessiva velocità ma anche la troppa calma. E il 28% degli automobilisti non trattiene il dito medio.

Le offese più diffuse tra gli automobilisti italiani e i comportamenti alla guida che li infastidiscono? A sondarli il Centro studi e documentazione di Direct Line, la compagnia di assicurazione online, che ha rilevato come nel traffico la persona con cui ci si arrabbia maggiormente, nel 67% dei casi, è il conducente stesso colpevole dello “sgarbo”; al secondo posto, per il 28% degli intervistati, l’insulto è il classico «Chi ti ha dato la patente!», indirizzato a istruttori di scuola guida, prefetti e motorizzazioni; mentre a ricevere l’11% delle offese sono mamme e sorelle del guidatore imprudente.

La reazione agli insulti è – per fortuna – matura e paziente per più della metà degli italiani: il 53%, infatti, sostiene di restare indifferente e di non avere l’abitudine di rispondere alle provocazioni. Per contro, un buon 47% non resta calmo e reagisce: un 30% lo fa insultando a sua volta dal finestrino, un altro 30% sceglie l’ironico applauso di congratulazione per il comportamento mentre il 28% non si trattiene dall’alzare il dito medio della mano.

A far scattare la rabbia è soprattutto l’eccessiva velocità, su cui ha da ridire il 19% del campione. Anche la troppa calma è però recriminata dal 13% degli intervistati. Infastidiscono, poi, il nervosismo al volante (13%), il mancato rispetto delle distanze di sicurezza (11%) e la distrazione (10%). Il 9% degli italiani ammette inoltre di aver ricevuto insulti a causa di frenate improvvise, un altro 9% per lo stacco della frizione scorretto, il 5% per non aver utilizzato gli indicatori di direzione e il 3% per non aver rispettato le precedenze.

«Gli insulti tra automobilisti sono, purtroppo, un classico delle strade trafficate delle nostre città», commenta Barbara Panzeri, direttore marketing Direct Line. «È interessante notare, però, come più della metà degli intervistati si dimostri maturo al punto giusto da non rispondere alle provocazioni, evitando di alimentare le incomprensioni a favore di una fruizione rilassata, sicura e responsabile della strada».

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