Il navigatore? Sì, purché con voce sexy

Ricerca Direct Line mostra che 7 italiani su 10 hanno il navigatore in auto. E gli uomini over 45 lo voglono con voce femminile, calda e suadente.

Il navigatore? Sì, purché con voce sexy

di Andrea Barbieri Carones

28 marzo 2012

Ricerca Direct Line mostra che 7 italiani su 10 hanno il navigatore in auto. E gli uomini over 45 lo voglono con voce femminile, calda e suadente.

Italiani popolo di navigatori? Se si parla di satellitari e di Tom Tom, la risposta è sì visto che uno studio effettuato dalla compagnia di assicurazione online Direct Line mostra che 7 italiani su 10 al volante ascoltano le indicazioni della voce guida, senza la quale sarebbero persi.

Attenzione, però: non è esattamente così visto che il 39% del totale usa questo strumento solo in caso di bisogno, quando magari si trova in mezzo al deserto mentre si recava a sciare in montagna. Un altro 27% ascolta sì la voce ma, come in passato con la suocera, è meglio non farci troppo affidamento dato che può portare l’incauto automobilista su strade battute da cammelli o carovane Tuareg invece che da gatti delle nevi. C’è poi un 4% che si fida ciecamente del navigatore satellitare, anche a rischio di finire su una strada cieca.

La ricerca ha mostrato anche che in alcune fasce di età, la voce metallica e impersonale del Tom Tom va personalizzata con qualcuno di famoso, come un cantante, un attore o un’attrice dalla voce particolarmente sexy.

Lo studio dice che il 20% dei minori di 25 anni, sceglie di personalizzare il proprio Tom Tom con la voce di un personaggio famoso, mentre il 38% degli over 45 punta su una tonalità calda e suadente, in grado magari di tranquillizzare chi guida. Più scanzonati i giovani tra i 25 e i 35 anni, il 45% dei quali preferisce una voce ironica, magari che si prenda gioco del guidatore quando sbaglia strada.

Direct Line dice anche che il 20% del campione di intervistati ha ammesso di non averne mai posseduto uno, il 5% preferisce fermarsi a chiedere informazioni ai passanti (probabilmente si tratta soprattutto di rappresentanti del gentil sesso), mentre un ulteriore 5% dichiara di non essere interessato ad avere indicazioni, perché in fondo a volte è bello anche basarsi sul proprio istinto e nel caso sbagliare strada (e in questo casi rientrano soprattutto membri del cosiddetto sesso forte).

A questi dati si aggiungono quelli rilevati da una ricerca internazionale, sempre condotta da Direct Line: il 20% del campione ha confessato di aver rischiato molto distraendosi al volante per colpa del navigatore, il 10% si è trovato in situazioni di pericolo o ha dovuto affrontare manovre vietate dopo aver seguito le indicazioni del dispositivo elettronico e un ulteriore 10% afferma addirittura di aver raggiunto una destinazione sbagliata.

Tornando al tipo di voce scelta per il proprio navigatore, il 74% degli uomini preferisce una voce femminile mentre il 41% delle donne scelgono una registrazione maschile. I giovani under 25 (17%), controcorrente, scelgono di abbassare il volume dell’altoparlante per non essere distratti dalla voce-guida e di guardare solo il display.

Direct Line prosegue l’indagine scattando una panoramica delle abitudini nelle principali città italiane: bresciani (54%) e romani (48%) sono coloro che più si affidano all’apparecchio satellitare solo in caso di necessità. I bolognesi (35%) sono i più scettici e non si fidano al 100% della tecnologia, mentre i torinesi (6%) sono i più dipendenti dal navigatore. Sorprendentemente i milanesi, precisi e tecnologici nell’immaginario di tutti, dichiarano nel 6% dei casi di non essere interessati al navigatore e di non prendersela se a volte capita di sbagliare strada.