La Mini “vera”? Me la costruisco io con il kit di UKGarage

Seguendo la tradizione inglese delle kit cars UKGarage ripropone la Mini. Basta sfogliare il catalogo e decidere. Prezzi a partire da 16.900 euro

La Mini “vera”? Me la costruisco io con il kit di UKGarage

Tutto su: MINI MINI

di Francesco Giorgi

18 maggio 2009

Seguendo la tradizione inglese delle kit cars UKGarage ripropone la Mini. Basta sfogliare il catalogo e decidere. Prezzi a partire da 16.900 euro

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“Buongiorno, vorrei ordinare una Mini”. “Subito. Come la vuole? Ne abbiamo di diversi tipi: anteriore, posteriore; da giorno, da sera; da sfoggiare sui circuiti…” “Penso che ve ne ordinerò una poco appariscente. Non mi piace molto dare nell’occhio”. Un dialogo da sartoria? Non proprio, anche se di atelier si tratta, e di un prodotto commissionato su ordinazione.

Solo che la “Mini” cui si fa riferimento non è un capo di abbigliamento, ma proprio la “Mini-Mini”, quella dall’inconfondibile linea creata nel 1959 dal genio di Alec Issigonis. La vettura che ha contribuito a diffondere la cultura della motorizzazione nel mondo, che quest’anno festeggia i suoi primi 50 anni. Proprio questo mese, con il raduno di Silverstone cui parteciperanno migliaia di orgogliosi possessori provenienti da tutta Europa. Curioso: un “maxi” raduno per le “Mini”….

Grazie all’ingegno della UKGarage, oggi sono sufficienti 16.900 euro (prezzo base) per portarsi a casa una Mini nuova di zecca, equipaggiata con un motore che è possibile scegliere all’interno di un vasto catalogo, e con allestimenti a scelta del cliente.

Scocche originali

Il procedimento utilizzato dalla UKGarage è semplice: l’azienda bergamasca acquista le scocche del modello originale, nuove di zecca, che vengono realizzate dalla British Motors Heritage che le produce su licenza (ne ha comprato gli stampi originali); dopodiché, le “veste” con altri pezzi (sempre nuovi) che vengono, a loro volta, acquistati come ricambi.

Un’auto in kit, insomma, secondo un gusto tipicamente britannico di avere una vettura che rispecchi in tutto e per tutto le linee di celebri modelli del passato (pur se con qualche… licenza poetica, specie nei motori e negli allestimenti). Per questo motivo, il cliente ha la massima libertà nella scelta degli accessori e delle versioni.

Allestimenti a scelta

Fra le versioni proposte, l’offerta parte da un modello “base”, che riceve il 3 cilindri 1000 cc Dahiatsu (una variazione sul tema, ma sempre in linea con il concetto della Mini: in molti ricordano ancora la Mini 3 Cilindri prodotta in Italia dalla Innocenti negli anni 80 e che era equipaggiata, appunto, con il piccolo tricilindrico giapponese). E omologata Euro 4 (dunque in regola con le normative anti inquinamento) e viene proposta a partire da 16.900 euro, fino ad allestimenti sempre più “spinti”.

Dal Classic Sport Pack (utilizzato per modelli da 1275 cc ad iniezione multipoint e che ricevono parafanghi allargati, cerchi di disegno Minilite da 13″ su pneumatici da 175, selleria in misto pelle o in pelle “totale”, volante in pelle o in pelle e legno, plancia con elementi in alluminio o i radica, strumentazione supplementare), che viene proposto in una vasta gamma di tinte (dal nero brillante al British Racing Green, Rosso sport, blu elettrico, Silver, Blu Monza) alle versioni esclusive, che vengono costruite su specifiche del cliente, l’universo Mini si arricchisce di modelli alcuni dei quali inediti; altri, inauditi.

500 CV col motore della Hayabusa (sistemato dietro…)

Chi avrebbe mai pensato, infatti (a parte i preparatori degli esemplari unici che è possibile osservare in certe competizioni, come gli slalom) che una Mini potesse ricevere un motore posteriore di derivazione motociclistica? O ancora, unità Honda (le stesse che equipaggiano la Civic Type-R)?

Alla UKGarage assicurano che tutto questo è possibile. Si ordina la vettura nell’allestimento desiderato, l’azienda la costruisce, poi la fa omologare per uso stradale in Germania (anche se, da qualche giorno, questo passaggio sarà semplificato). Et voilà, il gioco è fatto.

Certo, è un gioco che costa tanto, anche 50 mila euro: tanti ne occorrono per accaparrarsi uno degli esemplari che montano il 1.3 litri della Suzuki Hayabusa che, con l’aggiunta di un turbocompressore, riesce a spremere da 170 a quasi 500 CV da questo motore. In questo caso, però, l’intera scocca viene stravolta dalla realizzazione di un robusto telaio in tubi che viene a formare anche la struttura di un roll bar, sul quale verrà montata la carrozzeria; il motore trova posto “dietro”, dunque i posti sono solo due, e l’ex vano motore viene interamente riempito da un radiatore di generose dimensioni.

Quanto alle prestazioni, si dice che questa Mini monstre sia in grado di accelerare da 0 a 100 km/h in 2 secondi e di raggiungere i 400 metri con partenza da fermo in meno di 10 secondi.

Se si vuole stare più “tranquilli”, si può scegliere un motore Yamaha R1; o, come si diceva (riportando la meccanica come in origine, cioè con motore e trazione anteriore) si può optare per il montaggio del 2.0 della Honda Civic Type-R, con una gamma di potenza che va da 220 a 400 CV (e anche qui, non è che siano pochi).

Costa come una Mini odierna

In ogni caso, i prezzi proposti per queste Mini “in scatola di montaggio” non ci sembrano fuori misura. Si tratta di repliche, d’accordo; ma di repliche “originali”: realizzate, cioè, con ricambi presi dalla produzione Rover (il marchio che fino al 2000 aveva prodotto la Mini “prima serie”).

In sostanza, una moderna auto d’epoca che viene a costare come una odierna Mini-BMW. Ma volete mettere l’appeal…