L’Italia della nuova Panda non piace sul web

Il popolo del Web non apprezza lo spot della nuova Fiat Panda. Su Twitter i commenti più sarcastici.

L'Italia della nuova Panda non piace sul web

di Redazione

24 gennaio 2012

Il popolo del Web non apprezza lo spot della nuova Fiat Panda. Su Twitter i commenti più sarcastici.

E’ in onda sulle reti televisive nazionali lo spot della nuova Fiat Panda, una campagna che punta ad evidenziare le eccellenze dell’Italia “che piace agli italiani” e la concretezza dell’essere ciò che si fa.

Su Twitter sono subito apparsi commenti ironici, che paragonano lo spot alle campagne istituzionali del Governo o alle Pubblicità Progresso. Altri “cinguettii” fanno riferimento alla delicata situazione degli operai di Termini Imerese, che ovviamente “non piace”, mentre la maggior parte concorda sul fatto che questa pubblicità sia piuttosto banale, se non addirittura di cattivo gusto.

Nello spot la voce fuori campo propone la scelta tra l’essere noi stessi (concetto già di per sé abbastanza stereotipato) o l’accontentarci dell’immagine che gli altri, gli stranieri, ci vogliono dare. Quindi secondo lo spot è ora di dire basta con gli stereotipi che attanagliano l’Italia fuori dai confini, da Pulcinella ai maccheroni al sugo (che scorrono velocemente sullo schermo).

E’ il momento di costruire, con il lavoro, l’Italia degli italiani. Peccato che mentre vengono esposti questi nobili concetti si vedono le stesse immagini stereotipate di prima: la famiglia felice sul divano della nonna, la mamma italiana che prepara il figlio per la scuola, il caffè alla mattina. Solo dopo viene presentato il nuovo modello, di cui vengono mostrate anche le fasi di lavorazione.

Scelta infelice appare anche quella di esaltare il lavoro come mezzo per liberare il Paese dalle etichette degli stranieri: belle parole, ma oggi un giovane su tre è disoccupato. Come fare a liberarsi dagli stereotipi se il mezzo per farlo è proprio il principale problema dell’Italia? Poca coerenza, quindi, che il popolo della rete ha però immediatamente bollato come ipocrisia. Un valore che non appartiene alla nuova Panda, vettura sbarazzina e simpatica, ma che le è stato “appiccicato” proprio dallo spot che dovrebbe esaltarne le virtù.