Videogiochi: un pericolo nella guida reale

Secondo una ricerca del centro studi Continental i videogiochi creano guidatori pericolosi.

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Chi non ha mai gareggiato con l'auto dei suoi sogni in un videogame? Una pratica diffusa, che ha appassionato automobilisti di tutte le età, soprattutto con l'avvento dei nuovi simulatori, sempre più realistici. Una ricerca effettuata dal centro studi Continental, ha evidenziato però gli effetti negativi della guida virtuale, che crea una maggior quantità d'incidenti nella guida reale.

Infatti, i numeri evidenziano che i guidatori che giocano con PC e consolle vengono controllati con più frequenza dalle forze dell'ordine, il 22% rispetto al 13% degli automobilisti comuni. Ma non è tutto, gli amanti dei videogiochi usano di più il cellulare alla guida, il 19% contro il 12%, ma soprattutto effettuano una maggior percentuale di manovre pericolose. Passano con il rosso nel 31% dei casi in un anno rispetto al 14% dei non giocatori, ed assumono con più facilità un comportamento pericoloso in una percentuale che lascia pensare: il 44%, più del doppio (21%) in confronto a chi guida solo nella realtà. Ma non è tutto, hanno ammesso di aver gareggiato su strada in una percentuale allarmante, nel 45% dei casi, contro il 22% di chi non ama la guida da salotto.

"Chi gioca sistematicamente con videogiochi e simulatori di guida - rivela lo studio effettuato - è a maggior rischio di incidenti nella guida reale. Infatti risulta che chi usa videogames di carattere motoristico sportivo aventi per oggetto gare o inseguimenti tra autovetture ha maggiori probabilità di incidenti, di passaggi col semaforo rosso e di danni per manovre sbagliate nell'uso quotidiano del mezzo: più degli altri, questi automobilisti guidano in maniera spregiudicata e spericolata, sono collerici al volante e vengono frequentemente fermati dalle forze di polizia".

Parole che supportano i dati e che hanno una sola spiegazione: "se è vero che gli appassionati di video giochi dimostrano di avere maggiori capacità e sicurezza al volante - racconta Tim Baley, colui che ha diretto la ricerca - al tempo stesso essi dimostrano di aver bisogno di bilanciare una forte propensione al rischio. Cimentarsi nei giochi alla guida significa migliorare la concentrazione e il tempo di reazione ma, al tempo stesso, essere più esposti ai rischi, rispetto a coloro che non giocano, probabilmente per l'assoluta mancanza di conseguenze, nel gioco, rispetto a manovre errate o guida spericolata. Guidare sulle strade pubbliche non è mai una gara".

Insomma, la guida non è un gioco e nella realtà quando si sbaglia non appare la scritta game over, ma subentrano conseguenze tragiche, a volte irreparabili. Nonostante ciò ci sono organi di informazione che invogliano gli automobilisti a cimentarsi in gare spericolate davanti al pc o al televisore di casa senza mettere in guardia sull'influenza che questi giochi possono avere sulla psiche e sull'autostima del guidatore. Dopotutto, quando i piloti veri affermano di non conoscere un circuito perché l'hanno visto solo al simulatore, si capisce la differenza abissale tra la guida reale e quella virtuale.

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di Valerio Verdone | 12 gennaio 2012

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