Giugiaro: ecco la Frazer-Nash Namir

Ha un motore Wankel, trazione integrale elettrica, telaio in carbonio e raggiunge 100 km/h in 3,5 secondi. Ma emette solo 60 g/km di CO2!

Una concept car felina, nella linea e nelle prestazioni. Nello scatto (da 0 a 100 km/h in 3,5 secondi; da 0 a 200 in 10,4 secondi), nella velocità (300 km/h), nelle forme sinuose. E, last but not least, si tratta di una vettura ibrida.

Verrebbe da dire: ecco come ti faccio andare a braccetto il design e le basse emissioni. Tutto questo è la Frazer-Nash Namir by Giugiaro, concept car progettata e realizzata in ogni sua parte dalla Italdesign e la collaborazione della Frazer-Nash, storico marchio inglese da diverso tempo riconvertitosi allo studio e sviluppo di sistemi ibridi.

La vettura è stata presentata al Salone di Ginevra, un'edizione dunque da ricordare, per la presenza di studi di design applicati allo sviluppo di energie alternative. La Namir, che in lingua araba significa "Tigre", del felino, come si diceva, ne ha assunto molte caratteristiche: la linea e le prestazioni.

Le forme esterne, infatti, riportano una coupé a due posti secchi, dalla quale traspare un delicato lavoro di equilibrio fra stile e meccanica, estetica e contenuti. Finora, è possibile rendersi conto della Namir solo attraverso alcuni rendering diffusi dalla stessa Italdesign. Ma si afferrano al volo già diverse caratteristiche della vettura: la linea, estremamente aggressiva, presenta un deciso cuneo, che abbina in maniera armonica e ben proporzionata l'andamento curvo del frontale e gli spigoli accentuati della coda. Un modo per sottolineare le notevoli prestazioni della Namir, terzo atto di una saga di dream car all'insegna dell'alimentazione ibrida (inaugurata con la "Alessandro Volta" e proseguita, l'anno scorso, con la Quaranta, realizzata per celebrare il quarantesimo anniversario della Italdesign Giugiaro).

Primo esempio di ibrido-Wankel

Per la Namir, Italdesign ha scelto la strada della completa autonomia. Un progetto realizzato per intero dall'azienda torinese, che ne ha seguito lo sviluppo in ogni sua fase, dalla progettazione alla realizzazione finale. Il telaio, la carrozzeria, la meccanica e le finiture sono stati realizzati e costruiti dal Centro Stile e dalla Divisione Engineering. Nel dettaglio, l'architettura della Namir è costituita da uno chassis monoscocca in fibra di carbonio, con pannelli honeycomb che comprende l'alloggiamento delle sospensioni posteriori, per un  peso del telaio di soli 110 kg.

Il motore invece, ed è questa la grande ed inaspetatta novità, è un rotativo tipo Wankel, da 814 cc. A questo è accoppiato un generatore che carica le batterie al litio. Le unità elettriche sono due a magnete permanente "brushless" a corrente diretta, gemellate, alloggiate ciascuna su uno dei due assi della Namir. La potenza totale è di 270 kW, pari a circa 370 CV. Con questo sistema ibrido, unito alle forme aerodinamiche della vettura, il consumo dichiarato è davvero basso: 39 km di media con un litro di benzina e le emissioni di CO2 sono pari a meno di 60 gr/km.

Trazione integrale ed elettrica

Il sistema di trazione integrale della Namir, sviluppato assieme alla disposizione dei motori e delle batterie, dalla Italdesign Giugiaro in collaborazione con la Frazer-Nash, è totalmente elettrico, allo stesso modo della trasmissione, che viene gestita da un software in grado di "sentire" il carico di potenza a seconda delle necessità di guida e delle condizioni del terreno. Nel programma sono compresi i sistemi elettronici di controllo ABS, controllo della trazione e controllo di stabilità. La Frazer-Nash ne ha curato invece la parte elettrica ed elettronica.

"La Frazer-Nash si è rivolta a noi dopo aver osservato con interesse la nostra ricerca sul tema dell'alimentazione ibrida applicata a vetture di alte prestazioni - rivela Fabrizio Giugiaro, vicepresidente e direttore Stile di Italdesign - E si è concentrata nello sviluppo di un sistema di alimentazione, trazione e trasmissione creato ex novo per la Namir. Italdesign si è occupata dello stile, degli interni, della progettazione e realizzazione del telaio, della meccanica e degli studi di fattibilità. Il risultato è un'auto unica nel suo genere, capace di regalare prestazioni entusiasmanti per velocità, rispresa e accelerazione, e anche riguardo ai bassi valori di consumi e di emissioni".

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