Bertone a Pechino con la Pandion

Bertone si presenta al Salone di Pechino con la scenografica Concept Pandion, forte di un'intesa con un'importante istituto di design asiatico

Bertone Pandion

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Bertone sbarca ufficialmente in Cina "camminando nelle orme dei giganti", per citare il claim con cui l'azienda torinese definisce il suo cammino di rinnovamento, appena intrapreso. I giganti in realtà sono i nomi storici del marchio, Giovanni e Nuccio, ma l'aggettivo ben si adatta anche alla Cina, in pochi anni divenuto il primo mercato mondiale.

Lo studio torinese porterà all'imminente Salone di Pechino (AutoChina 2010, dal 25 aprile) la scenografica coupè Concept Pandion, già presentata al Salone di Ginevra e dedicata ai 100 anni di Alfa Romeo. Ma non solo, nell'ambito della kermesse cinese Lilli Bertone, che quest'anno ha ripreso il controllo dell'azienda dopo l'amministrazione straordinaria del 2008, firmerà un protocollo d'intesa con il direttore del Raffles International College of Design, un'importante istituto di design in Asia, che vanta scuole a Shanghai, Bankok, Kuala Lumpur, Mumbai e altre città.

Dunque, come molti altri marchi del lusso e del design, anche la Bertone guarda ad oriente per lo sviluppo futuro. Quello che lo studio di design potrà portare è il forte know-how nella progettazione sia di prototipi come di vetture destinate alla produzione. Ne è un esempio la Pandion, il cui particolare stile è stato elaborato come manifestazione concreta di un'idea concettuale di partenza, definita "Skin and Frame": "Skin" rappresenta l'eleganza del Biscione mentre "Frame" simboleggia la razionalità della croce viscontea, che, come fosse una colonna vertebrale, sostiene la pelle esterna.

L'imponente cofano si sviluppa con un taglio orizzontale, sottolineato dai sottili gruppi ottici che vanno ad incontrare al centro lo scudetto Alfa. Nella vista laterale, la fiancata è messa visivamente in tensione dalla lunga vetratura ad arco, che segna la definisce la carrozzeria dal passaruota anteriore a quello posteriore. Ma è nel volume posteriore che più emerge la filosofia creativa, si notano infatti porzioni di lame, trattate con effetto brunito e sabbiato, che avvolgono in salita la coda andando a creare una calandra Alfa Romeo speculare a quella frontale.

Particolare l'apertura delle porte, definita ad elitra inversa, che scopre interamente la fiancata e dà accesso ad un abitacolo minimalista, in cui domina l'inedito algorithmic design: qui il concetto di base indica una propagazione di forma casuale ma ordinata, che si rifà al mondo della matematica. Gli interni nascondono un attento studio ergonomico volto a garantire resistenza, flessibilità e leggerezza ed evidenziano invece la tecnologia presente, con ben quattro schermi a cristalli liquidi, di cui tre collegati a telecamere che sostituiscono gli specchietti esterni.

Il motore della Pandion è il potente V8 di 4.7 litri da 450 CV già visto sulla Alfa Romeo 8C Competizione.

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di Andrea Tomelleri | 21 aprile 2010

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