Citroen DS Wild Rubis: potrebbe chiamarsi DS X7

Potrebbe arrivare nel 2014 in Cina con il nome di DS X7 la concept DS Wild Rubis presentata in queste settimane al Salone di Shanghai.

Citroen DS Wild Rubis: potrebbe chiamarsi DS X7

Tutto su: Citroën

di Giuseppe Cutrone

23 aprile 2013

Potrebbe arrivare nel 2014 in Cina con il nome di DS X7 la concept DS Wild Rubis presentata in queste settimane al Salone di Shanghai.

Già presentata in veste di concept al Salone di Shanghai 2013, la nuova Citroen DS Wild Rubis si prepara a piccoli passi a sbarcare sul mercato, dove potrebbe debuttare entro il 2014 rafforzando ancora di più il marchio DS, ormai vero e proprio brand indipendente da quello della casa madre.

La Citroen DS Wild Rubis è crossover [glossario:ibrido] [glossario:plug-in] contraddistinto da una lunghezza di 4,70 metri, da una larghezza di 1,95 metri e da un’altezza di 1,59 metri, mentre il passo è di 2 metri e 90 centimetri. Lo stile prevede una calandra su cui campeggia il logo DS e un vasto ricorso a cromature che impreziosiscono l’aspetto complessivo, senza dimenticare i cerchi in lega da 21 pollici che, insieme allo stile “movimentato” delle fiancate, catturano l’attenzione nella vista laterale.

>> Guarda le foto ufficiali della Citroen DS Wild Rubis Concept

La piattaforma su cui la Wild Rubis nasce è quello della Citroen DS5 e consente alla futura nuova arrivata di guadagnare un sistema [glossario:ibrido] con trazione integrale con la propulsione elettrica che agisce sulle ruote posteriori.

Il prototipo presente a Shanghai è dotato di un motore quattro cilindri a benzina, un 1.6 THP turbo in grado di erogare 225 cavalli che, sommati ai 70 assicurati dal motore elettrico, porta la potenza totale a 295 cavalli, con emissioni medie di 43 g/km. La batteria agli ioni di litio consente infine di percorrere fino a 50 chilometri in modalità totalmente elettrica.

Se davvero, come pare comunque probabile, la DS Wild Rubis arriverà sul mercato, il suo nome potrebbe essere DS X7, mentre appare più certo che l’eventuale debutto sarà riservato inizialmente alla Cina, per poi arrivare forse in un secondo momento anche nei principali paesi europei.