Tempi duri per le concessionarie

Si prospettano tempi difficili per la rete distributiva italiana, che soffre i dati negativi delle vendite e le inefficienze del sistema

In un mercato che vede diminuire le immatricolazioni per l'anno in corso e per il 2011, come evidenziato dalle stime del Centro Studi Fleet&Mobility, le concessionarie attraversano un periodo di profonda crisi.

Innanzitutto i dati complessivi rilevati non corrispondono direttamente ai volumi della rete commerciale: per i distributori, infatti, contano esclusivamente le vendite operate e non sono incluse le immatricolazioni uso noleggio, che sono frutto di una negoziazione diretta tra noleggiatori e Case e producono un margine ridotto se non vicino allo zero.

Dunque per le concessionarie, che nel 2009 con gli incentivi hanno superato 1.900.000 immatricolazioni, nel 2010 si prospetta un forte calo per un totale di 1.600.000 targhe, con un'ulteriore flessione nel 2011. Solo nel 2012 le immatricolazioni potrebbero crescere a 1.700.000, livello considerato fisiologico perché l'attuale rete distributiva resti in piedi.

Va un po' meglio per i noleggiatori che nel 2010 dovrebbero recuperare parte della forte battuta d'arresto registrata nel 2009, attestandosi poi intorno alle 300 mila unità nel 2011 e nel 2012, comunque sotto i livelli del 2008. Quando la crisi sarà passata, il sistema economico sarà infatti più razionale e funzionerà con maggiore efficienza (cioè con un numero di auto più ridotto, soprattutto nel noleggio a lungo termine).

"Ecco dunque che questa crisi - ha commentato Pierluigi Del Viscovo, Direttore del Centro Fleet&Mobility - rende necessaria e urgente una riflessione sulle reti distributive automobilistiche, troppo fragili per il livello fisiologico del mercato Italia nei prossimi anni. Già a cavallo del 2000 tutte le Case hanno avviato un processo di riduzione del numero di concessionarie. Non è escluso che nei prossimi anni si assista a una nuova fase di ristrutturazione, di cui però ancora non sono chiare le filosofie ispiratrici".

"Evidentemente - conclude Del Viscovo - si tratta di fare i conti con la necessità di organizzazioni distributive più leggere, meno gravate di costi fissi (come le spesso avveniristiche strutture espositive) e più capaci di interagire con il cliente in modo telematico ovvero di incontrarlo al suo domicilio e nei luoghi che frequenta".

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di Andrea Tomelleri | 06 maggio 2010

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