Mezzi pesanti: il pericolo è la stanchezza

Uno studio condotto da Volvo Trucks mette in evidenza come gli incidenti con i mezzi pesanti siano dovuti più che altro a stanchezza e disattenzione.

Mezzi pesanti: il pericolo è la stanchezza

di Giuseppe Cutrone

06 febbraio 2013

Uno studio condotto da Volvo Trucks mette in evidenza come gli incidenti con i mezzi pesanti siano dovuti più che altro a stanchezza e disattenzione.

La maggior parte degli incidenti che vedono coinvolti mezzi pesanti sono dovuti essenzialmente a fattori umani, come la stanchezza o la mancanza di concentrazione alla guida. Ad affermare quanto in realtà si sa da sempre è uno studio condotto da Volvo Trucks.

La ricerca ha preso in considerazione sia i dati forniti dalle autorità che gli incidenti stradali con protagonisti i camion avvenuti in Europa. Le conclusioni hanno così messo in evidenza come in ben nove sinistri su dieci, quindi il 90% dei casi analizzati, sono riconducibili ad errori dei conducenti.

Sorprende inoltre come la guida in stato di ebbrezza, universalmente indicata come una delle cause principali di incidenti, in questo caso non sia un fattore preponderante nella causa di incidenti quando alla guida c’è un camionista. Solo lo 0,5% dei sinistri con mezzi pesanti è infatti da ricondurre a una condizione in cui l’abilità del conducente risulti alterata dall’alcol, una percentuale in controtendenza rispetto a quanto avviene invece per gli incidenti causati da automobili.

Al di là del significato dei numeri, lo studio di Volvo Trucks si pone l’obiettivo di contribuire a migliorare la sicurezza di marcia dei mezzi pesanti, cercando di capire dove e come intervenire per fare in modo che il numero di morti e infortuni derivanti da queste collisioni venga ridotto: una tendenza positiva che in Europa viene fortunatamente registrata dai primi anni ’90 e che, si spera, continuerà anche in futuro.

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