Chrysler: operai fumano marijuana, annunciata linea dura

L’episodio, ripreso da un emittente locale, è ora al centro di un’inchiesta interna del Costruttore americano.

Chrysler: operai fumano marijuana, annunciata linea dura

di Francesco Donnici

20 luglio 2011

L’episodio, ripreso da un emittente locale, è ora al centro di un’inchiesta interna del Costruttore americano.

Chrysler ha sospeso dal lavoro nove operai, congelando anche lo stipendio, perché trovati a bere alcol e fumare marijuana prima dell’inizio del loro turno di lavoro, nella fabbrica di Trenton. Gli operai sono stati “beccati” dalle telecamere della rete locale WJBK-TV che secondo fonti ufficiali si trovava nello stabilimento per registrare un documentario, ma che in realtà sarebbe stata chiamata appositamente da alcuni colleghi degli operai “incriminati”.

Il Gruppo manterrà una linea dura, infatti dopo aver identificato i nove operai, Chrysler ha aperto un’inchiesta interna che dovrà stabilire le responsabilità degli accusati e decidere le azioni disciplinari da prendere in merito. In realtà non è la prima volta che accade un episodio del genere, già lo scorso autunno due operai erano stati licenziati e altri due lasciati senza stipendio per un mese, perché sorpresi da un altro video mentre bevevano alcolici prima del turno lavorativo. 

Per l’amministratore delegato di Chrysler e Fiat, Sergio Marchionne, si tratta di una nuova “gatta da pelare” che si aggiunge ai contrasti, ancora lontani dall’essere risolti, con alcuni sindacati italiani. Marchionne ha condotto una lunga battaglia contro gli operai “fannulloni”, accusati in più occasioni di assentarsi dal lavoro per futili motivi e di presentare falsi certificati di malattia. Il manager italo-canadese aveva inoltre denigrato più volte gli operai degli stabilimenti italiani di Fiat, accusandoli di essere poco produttivi in confronto ai colleghi americani di Chrysler. Ma in questa occasione il modello preso come riferimento ha mostrato tutti i suoi limiti.