Genova: vigili obbligati a fare più multe per far cassa

A Genova i Vigili erano obbligati ad aumentare il numero di multe riempire le casse del Comune, con la minaccia della segnalazione ai dirigenti.

Genova: vigili obbligati a fare più multe per far cassa

di Simonluca Pini

07 luglio 2011

A Genova i Vigili erano obbligati ad aumentare il numero di multe riempire le casse del Comune, con la minaccia della segnalazione ai dirigenti.

Nuovo scandalo all’italiana: arriva da Genova la notizia di una circolare interna al comando di polizia municipale con si “invitavano” gli agenti a compilare più multe. Altrimenti era pronta l’accusa di scarso rendimento, con i provvedimenti del caso. 

La denuncia, resa nota alla stampa dal segretario del sindacato Sulpm Claudio Musicò, conferma come chi utilizza un mezzo a motore sia la vittima preferita delle amministrazioni comunali. Tutto è nato da una nota comparsa sulla bacheca dell’Autoreparto, la sezione della municipale di Genova impegnata nei controlli a tappeto sulle strade per evitare le stragi del sabato sera: “E allora! Sveglia! Altrimenti.. partono segnalazioni al dirigente!”  La frase minacciosa si poteva leggere in fondo alla pagina statistica delle multe compilate a giugno (probabilmente al di sotto delle aspettative) ed era stata firmata dal responsabile di reparto.

Naturalmente il sindacato ha immediatamente preso le difese dell’autore del messaggio incriminato: “E’ chiaro che la pressione è così forte che è stato costretto a scrivere quelle  parole che reputo scandalose. Al Comando devono fare cassa ma devono spiegare il significato di quella frase” ha sottolineato Musicò.

L’incentivo a compilare un maggior numero di multe non è una novità a Genova: pochi giorni prima del messaggio incriminato gli agenti che effettuano i controlli sulle strade erano stati avvertiti che potevano rischiare di saltare le ferie se non avessero un numero prestabilito di multe (annuncio poi sparito per evitare possibili scioperi).

Come accade in molti comuni, le multe servono per mettere una “pezza” ai disastrosi bilanci pubblici: gli oltre 15 milioni di euro racimolati in contravvenzioni nel 2010 non sono abbastanza secondo i contabili comunali e quindi i vigili si devono impegnare maggiormente a riempire i propri blocchetti di multe.

Il sindacalista però vuole difendere i propri colleghi impegnati sulle strade:  “Arrivati a questo punto non si può parlare di prevenzione sulle strade ma di una repressione che nasconde un disperato bisogno di soldi e in aggiunta scriviamo quelle parole che reputo folli”. Musicò punta il dito anche contro il nuovo sistema elettronico di rilevazione a distanza dei divieti di sosta: “Togliendo il personale che gira, ci dobbiamo affidare a strumenti tecnologici per superare l’handicap. Anche questa diavoleria la vedo come un modo per un incassare, perché al cittadino arriva la multa ma non c’è prevenzione. Manca il dialogo, non c’è nessun rapporto”.   

Ora aspettiamo gli esiti di questa vicenda: in un mondo ideale i firmatari dei messaggi ricattatori verso gli agenti andrebbero come minimo sospesi. Come troppo spesso accade, però, nessuno verrà colpito da nessuna sanzione e gli unici a continuare a pagare saranno gli automobilisti.

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