Riforma carburanti, ecco le novità

Tra le novità della riforma carburanti l'aumento del self-service, la riduzione del 50% degli impianti e la vendita dei prodotti non-oil.

Liberalizzare il settore, rendere la rete più efficiente e ridurre la differenza con la media dei prezzi nel resto d'Europa. Sono questi gli obiettivi della riforma carburanti introdotta nella manovra finanziaria appena varata dal Governo.

A spiegare i dettagli degli interventi è stato oggi il sottosegretario al Ministero dello Sviluppo Economico con delega all'energia, Stefano Saglia, che ha precisato come tra le misure previste dalla riforma vi siano l'aumento dei distributori self service, la riduzione del 50% del numero degli impianti e la possibilità di vendere prodotti no-oil.

Gli impianti quindi passeranno dagli attuali 24mila a circa 12-13mila nei prossimi anni. Va da sé che non potrà essere imposta la chiusura delle strutture per decreto, ragion per cui il Governo dovrà mettere a disposizione degli incentivi o agevolazioni per favorire e accelerare la chiusura degli impianti più vecchi: "Il 25% del già esistente fondo per la razionalizzazione della rete di distribuzione - ha spiegato Saglia - sarà destinato ai contributi per la chiusura degli impianti meno efficienti ed obsoleti e a sostenere i costi di bonifica del luogo".

Il sottosegretario ha inoltre aggiunto che "l'incremento del self service, la razionalizzazione della rete e lo sviluppo del settore non oil sono le linee guida che ispirano la liberalizzazione: più concorrenza vuol dire una maggiore efficienza degli impianti con la riduzione dei costi e un aumento dei servizi offerti". 

Fra le novità contenute nella manovra compare anche l'obbligo per i titolari degli impianti, di dotarsi, entro 12 mesi, pena una sanzione amministrativa, di apparecchiature per la modalità di rifornimento self service con pagamento anticipato.

Saglia ha infine speso delle parole sul recente aumento delle accise sui carburanti che in questi ultimi giorni hanno fatto ulteriormente salire i prezzi alla pompa superando la soglia di 1,60 euro al litro."Aumentare le accise sulla benzina non è stata una buona idea, ma una scelta dolorosa e necessaria per la tenuta dei conti pubblici".

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di Lorenzo Stracquadanio | 06 luglio 2011

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