Carburanti: il Codacons contro l’aumento delle accise

Per il Codacons la politica del governo avrebbe causato speculazioni sui prezzi finali dei carburanti. Pronta la protesta sotto Palazzo Chigi.

Brutte notizie in arrivo per gli automobilisti sul fronte carburanti, il cui aumento sembra ormai incontrollato.

I nuovi dati, contenuti nel consueto monitoraggio realizzato da Staffetta Quotidiana, hanno infatti mostrato che con l'aumento dei prezzi consigliati di 2 centesimi al litro sulla benzina e di 0,5 centesimi al litro sul gasolio da parte di ENI, la media ponderata nazionale dei prezzi tra le diverse compagnie è ora pari a 1,596 euro/litro  per la benzina a 1,470 euro/litro per il gasolio.

Secondo il Codacons, la corsa al rialzo del prezzo dei carburanti  (la benzina ha toccato in alcuni distributori quota 1,613 euro al litro, N.d.R.) sarebbe una diretta conseguenza della politica finanziaria del Governo: "I proprietari di auto sono letteralmente perseguitati dal Governo non solo per via dell'aumento delle accise, ma anche per le misure sul federalismo fiscale che determinano una aliquota aggiuntiva del 3,5% sull'importo netto del premio assicurativo e l'aumento dell'Imposta provinciale di trascrizione per finanziare le inutili Province".

La nota si conclude quindi con una considerazione particolarmente critica: "Era quello che il Codacons aveva temuto fin dall'inizio, ossia che gli aumenti delle accise decise dal Governo, 0,19 cent/litro per finanziare il Fus e 4 cent/litro per fronteggiare l'emergenza immigrati, non solo fossero subito trasferiti sui consumatori finali, determinando una stangata da 60 euro ad autovettura, ma venissero fatti pagare con gli interessi, determinando ulteriori speculazioni sui prezzi finali".

E, proprio in risposta all'aumento incontrollato del prezzo dei carburanti, ecco la provocazione, non ancora confermata ufficialmente, lanciata direttamente sul proprio blog dal Presidente di Codacons, Carlo Rienzi.  Nel caso in cui non vengano ritirati i provvedimenti, migliaia di automobilisti "infuriati" protesteranno direttamente sotto Palazzo Chigi.

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di Stefano Triolo | 05 luglio 2011

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