Chrysler: Fiat vuole anche la quota del Canada

Marchionne ha reso noto di voler rilevare la quota dell'1,7% che il governo del Canada detiene in Chrysler. Valore: 400 milioni di dollari.

Fiat Freemont

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Dopo il rifinanziamento del debito di 7,6 miliardi di dollari che Chrysler aveva nei confronti dei governi di Stati Uniti e Canada, Fiat potrebbe rilevare l'1,7% detenuto da Ottawa, per un valore di 400 milioni di dollari. La manovra seguirebbe l'annunciata acquisizione della quota posseduta dagli Stati Uniti, che porterà il Lingotto al controllo della Casa americana entro pochi giorni.

La possibilità è stata resa nota direttamente dall'amministratore delegato del gruppo Sergio Marchionne che sta puntando a grandi passi a una sempre più probabile fusione tra il Lingotto e il costruttore del Michgan.

Dal canto suo, il ministro delle Finanze, Jim Flaherty, si è detto disponibile alla transazione nonostante Fiat non abbia un'opzione di acquisto in tal senso. "Il nostro governo - ha detto il titolare del dicastero - non è nato per possedere delle azioni di una Casa automobilistica. Tuttavia, prima di prendere qualunque decisione, dobbiamo tenere ben presente che ogni azione intrapresa dev'essere fatta nell'interesse dei contribuenti canadesi".

Intanto, proprio questi ultimi possono essere contenti del fatto che il gruppo abbia restituito il prestito che Ottawa (e Washington) aveva fatto per scongiurare la bancarotta, nell'ormai lontano 2009, dopo negoziati durati diversi mesi.

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di Andrea Barbieri Carones | 31 maggio 2011

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