Saab-Hawtai: il matrimonio non s'ha da fare

Sfuma l'accordo tra Saab e il costruttore cinese Hawtai. La Casa europea si è tirata indietro per la mancata approvazione delle autorità.

Sembra sfumare l'accordo tra il gruppo Spyker-Saab e l'azienda cinese Hawtai Motor, volto al salvataggio della Casa automobilistica europea che sta attraversando un momento difficile.

Le ultime notizie parlano di una retromarcia da parte del costruttore olandese in seguito alla mancata approvazione della transazione da parte delle agenzie governative di Pechino, della Banca europea per gli investimenti e da parte dell'ente scandinavo Swedish National Debt Office.

E' trapelato anche uno scetticismo da parte dell'ambasciatore svedese a Pechino, che avrebbe prontamente avvertito la madrepatria che la Hawtai non è proprio quel mostro di efficienza che ci si aspettava, nonostante i comunicati di smentita provenienti da parte cinese. Alcuni dati relativi alla produzione di auto non collimerebbero visto che non si è capito se l'azienda assembli annualmente 200.000, 81.000 o 60.000 auto. Da non sottovalutare anche i ripetuti e repentini cambi al vertice dell'azienda, rivelati dall'ambasciatore svedese.

L'accordo tra le parti - che prevedeva un'iniezione di 150 milioni di euro nelle casse della Saab - avrebbe permesso di terminare lo sviluppo della piattaforma Phoenix, destinata ai futuri modelli di automobili di gamma media e bassa.

A questo punto occorrerà trovare nuovi soldi, che provengano da un qualsiasi investitore che voglia impegnarsi a lungo termine. Nonostante l'accordo tra le parti sia sfumato, non è escluso che Saab e Hawtai possano comunque trovare una futura forma di collaborazione diversa da quella appena cancellata, che prevedeva che la Casa cinese producesse veicoli svedesi per il mercato della Grande Muraglia a partire dal 2013, con l'arrivo sul mercato della nuova Saab 9-3.

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di Andrea Barbieri Carones | 12 maggio 2011

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