Rifinanziamento Chrysler: qualche investitore non è convinto

Secondo il Financial Times alcune banche avrebbero dei dubbi sul rifinanziamento del debito Chrysler con governi di Usa e Canada.

Rifinanziamento Chrysler: qualche investitore non è convinto

Tutto su: Chrysler

di Andrea Barbieri Carones

06 maggio 2011

Secondo il Financial Times alcune banche avrebbero dei dubbi sul rifinanziamento del debito Chrysler con governi di Usa e Canada.

Se i cittadini americani sembrano aver accolto favorevolmente l’idea che il gruppo Chrysler estingua il suo debito con il Tesoro Usa, gli investitori che dovrebbero rifinanziare tale debito sembrano storcere un po’ il naso. A scriverlo senza mezzi termini è il Financial Times, che ha evidenziato come alcuni banchieri incontrati 2 giorni fa a New York abbiano espresso qualche perplessità in merito all’erogazione di un prestito. Il punto principale è che la maggior parte del nuovo finanziamento non andrebbe a sviluppare l’azienda ma servirebbe solo a rimborsare finanziamenti precedenti.

Ormai il tempo stringe, visto che i miliardi di dollari che Sergio Marchionne puntava a raccogliere dovrebbero essere messi sul piatto nel giro di una decina di giorni con le seguenti modalità: 2,5 miliardi di “titoli junk” (obbligazioni dal rendimento elevato, ma caratterizzati da un alto rischio per l’investitore) e 1,5 miliardi di linee di credito “rotativo” (tramite cui l’azienda, al fine di ottenere un’anticipazione bancaria, offre come oggetto di pegno una somma di denaro).

La manovra di Marchionne è concettualmente piuttosto semplice: sostituire i costosi prestiti ottenuti dai governi di Usa e Canada con finanziamenti meno costosi, approfittando del boom in atto sui mercati.

A essere particolarmente perplesso è un fondo pensioni dello stato dell’Indiana che già nel corso del 2009 aveva perso 17 milioni di dollari con Chrysler, quando il salvataggio da parte del gruppo Fiat non era ancora stato perfezionato.