Alfa Romeo: il Canada propone la produzione in Ontario

Il ministro canadese per lo Sviluppo economico in visita in Italia per chiedere a Sergio Marchionne di assemblare nell’Ontario le Alfa Romeo.

Alfa Romeo: il Canada propone la produzione in Ontario

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di Andrea Barbieri Carones

11 aprile 2011

Il ministro canadese per lo Sviluppo economico in visita in Italia per chiedere a Sergio Marchionne di assemblare nell’Ontario le Alfa Romeo.

Le autorità canadesi chiedono a Sergio Marchionne di utilizzare uno stabilimento Chrysler nello stato dell’Ontario per assemblare le Alfa Romeo. Per questa richiesta si è mosso il ministro dello Sviluppo Economico che ha attraversato l’Atlantico ed è venuta direttamente nel quartier generale Fiat di Torino per incontrare il top manager del Gruppo.

Produrre auto a nord del confine statunitense non sarebbe una novità, visto che già qui si assemblano la Chrysler 300C, la Dodge Challenger e altri modelli, oltre ad auto di altre marche straniere come Toyota, Ford, GM, Honda, Bmw e Mercedes, per un totale di 2,2 milioni di unità.

E questo lo sa bene il ministro dell’Ontario, che date le sue chiare origini italiane (si chiama Sandra Pupatello) amerebbe mantenere un legame economico col Bel paese e, in questo caso, con l’azienda del Biscione. Per questo motivo, nel suo tour in Italia è stata anche nella città dove Alfa è nata e dove mantiene anche oggi uno stabilimento, quella Milano che potrebbe salutare definitivamente la sua azienda a 101 anni dalla sua nascita.

“In Canada, il ritorno delle auto del gruppo Fiat sono state accolte con favore” ha detto la signora Pupatello, che ha rimarcato la grande richiesta di Fiat 500 da parte degli automobilisti canadesi. “Per questo chiedo a Sergio Marchionne di portare nell’Ontario parte della produzione Alfa, in modo da garantire un doppio vantaggio: economico e fiscale per il brand e occupazionale per noi”.

Il ministro ha portato con sé alcuni dati: “Le vendite di Chrysler sono aumentate del 48%. Pensiamo che le auto del Lingotto giungano in America in un momento in cui il  mercato punta ad auto di dimensioni piccole e medie, proprio come sono le vetture italiane”.