Sisma Giappone, Toyota: «Costruiremo speranze per il futuro»

Il presidente di Toyota si mostra ottimista sul futuro, confermando che la produzione rimarrà in Giappone.

Sisma Giappone, Toyota: «Costruiremo speranze per il futuro»

di Valerio Verdone

08 aprile 2011

Il presidente di Toyota si mostra ottimista sul futuro, confermando che la produzione rimarrà in Giappone.

La terra continua a tremare in Giappone, mentre ancora si contano i danni dello tsunami dell’11 marzo; ma in questo clima apocalittico, il Gruppo automobilistico più grande del mondo, che risponde al nome Toyota, è più attivo che mai e reagisce alla situazione stringendo nuove alleanze.

Infatti, il Presidente Akio Toyoda, è volato a Seattle per siglare una nuova intesa con Microsoft: “Onestamente mi sono chiesto se fosse opportuno lasciare il Giappone. Ma se da un lato credo sia doveroso lavorare duramente alla ricostruzione – spiega Toyoda – sono anche convinto che sia molto importante costruire speranze e promesse per il futuro”.

Dopo tutto,  il 18 aprile molti impianti del Costruttore giapponese danneggiati dallo tsunami  torneranno ad essere operativi e il Presidente non ha alcun dubbio sul recupero della totale capacità produttiva dei suoi stabilimenti. “Siamo convinti che ripristineremo completamente la produzione e non abbiamo in programma di spostare l’attività in altre parti del mondo. In generale, in termini di capacità, oggi su 7 milioni di vetture che produciamo a livello mondiale 4 milioni sono prodotti fuori dal Giappone: ci piacerebbe in futuro continuare a produrre circa 3 mln di vetture nel nostro paese”.

Al momento, sono i fornitori la causa principale dei rallentamenti dei normali ritmi produttivi. Infatti, per via dei danni subiti dalle loro strutture, 500 componenti utili alla costruzione delle vetture Toyota sono a rischio di approvvigionamento.

Nonostante il disastro naturale che si abbattuto sul Giappone, la Toyota si rimbocca le maniche con un umiltà e grande sacrificio, e mostra una determinazione equiparabile ai suoi record commerciali.