Incidenti stradali: una risoluzione Onu per ridurli

Una risoluzione dell'Onu spinge gli Stati membri a intervenire nel campo della sicurezza stradale: troppi gli 1,2 milioni di morti ogni anno.

I dati della Polizia stradale indicano che l'Italia è riuscita a dar diminuire del 40% i decessi derivanti da incidenti stradali, come raccomandato dall'Unione europea per primo decennio del nuovo secolo. I risultati raggiunti si devono alle novità introdotte, come la patente a punti e il sistema Tutor autostradale oltre ai cospicui investimenti per la sicurezza delle auto fatti dalle Case automobilistiche.

Ora però è l'Onu a voler diminuire il numero delle vittime della strada: per il decennio appena iniziato, l'organismo internazionale ha preparato il "Piano globale per il Decennio di Azione per la Sicurezza Stradale 2011-2020" che entrerà in vigore il giorno 11 maggio.Si tratta di una direttiva che mira a favorire lo sviluppo di politiche nazionali sulla sicurezza e a implementare attività sul fronte dei rischi stradali soprattutto per quei Paesi - situati prevalentemente nel terzo Mondo - dove la mortalità è ancora su livelli inaccettabili.

Come inaccettabile è il fatto che ogni anno 1,3 milioni di persone perdano la vita proprio a causa di un incidente stradale mentre diverse decine di milioni restano ferite. Il programma dell'Onu parla chiaro: continuando di questo passo e con il boom nella vendita di auto in diversi Paesi del terzo mondo, nel giro di pochi anni si potrebbe toccare una quota di 2,4 milioni di decessi ogni 12 mesi, con una grande incidenza nei Paesi poveri, dove una rete stradale tenuta male insieme a una diffusione di automobili vecchie e poco sicure sono la causa principale dei sinistri.

Ed è proprio su questi settori che l'organismo internazionale vuole migliorare: con la risoluzione 64/255 mira a intervenire in aree come la gestione della sicurezza stradale, strade e mobilità più sicure, veicoli più sicuri, utenti stradali più sicuri e risposta agli incidenti.

Fra le proposte inviate agli Stati membri vi è la necessità di costruire strade più sicure, di avere autorità indipendenti che si occupino di sicurezza stradale e di aumentare la sicurezza dei veicoli anche tramite l'estensione dell'obbligo dell'uso delle cinture di sicurezza e dei seggiolini per bambini.

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di Andrea Barbieri Carones | 04 aprile 2011

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