Fiat: il trasloco a Detroit sempre più probabile

Tornano insistenti le voci che vogliono Detroit come sede di Fiat-Chrysler.

La Fiat 500 degli americani

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Dopo una prima parziale ammissione di Sergio Marchionne, che ad un'ipotesi su un eventuale trasferimento della sede di Fiat-Chrysler a Detroit si era detto possibilista salvo poi fare marcia indietro forse a causa delle pressioni politiche ricevute, tornano a farsi strada le indiscrezioni che vorrebbero negli USA il paese scelto come sede per la direzione del Gruppo che nascerà dalla fusione del costruttore torinese con la controllata americana.

Secondo alcune voci raccolte dalle agenzie, infatti, l'amministratore delegato di Fiat sarebbe al lavoro per perfezionare quella che da molti viene indicata come una fusione annunciata, la quale dovrebbe comportare proprio la scelta di Detroit quale città in cui trasferire la sede legale del futuro gruppo, aspetto che a quel punto relegherebbe Torino e l'Italia ad un ruolo di secondaria importanza.

Immediate sono state le reazioni dei sindacati, con la CGIL pronta a chiedere l'intervento del Governo per far luce sulla questione e l'UIL che, invece, sembra preferire al momento la linea morbida, rimanendo ferma sulle proprie posizioni basate sulle dichiarazioni ufficiali di Marchionne prima e di John Elkann poi che circa un mese fa avevano rassicurato sul futuro italiano di Fiat.

Quel che è certo, comunque, è che il Lingotto sembra intenzionato a proseguire nel piano che prevede di aumentare la partecipazione di Fiat in Chrysler, possibilmente sfruttando un'opzione risalente al tempo del salvataggio della casa americana secondo cui Fiat potrebbe salire fino al 51% del capitale, un'opzione che secondo alcune fonti si dovrebbe esercitare prima che Chrysler torni in borsa dopo il risanamento dei conti a cui si è lavorato in questi mesi.

Altro interessante retroscena emerso nelle scorse ore sarebbe poi l'intenzione di Sergio Marchionne di quotare in borsa la Ferrari, per cui Fiat avrebbe individuato un valore di circa 5 miliardi di euro: un'operazione che seguirebbe la recente risalita al 90% del capitale della casa di Maranello.

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di Giuseppe Cutrone | 25 marzo 2011

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