Cassazione: l’auto rimossa causa stress? Risarcito!

Per la Cassazione se l’auto rimossa dal carro attrezzi causa stress e panico si ha diritto al risarcimento. In barba alla sicurezza.

Cassazione: l'auto rimossa causa stress? Risarcito!

di Giuseppe Cutrone

24 marzo 2011

Per la Cassazione se l’auto rimossa dal carro attrezzi causa stress e panico si ha diritto al risarcimento. In barba alla sicurezza.

Parcheggiare in una zona dove vige il divieto di sosta e vedersi prelevare l’auto dal carro attrezzi non sempre porta in seguito al dover pagare una multa, infatti tale “disagio” potrebbe trasformarsi paradossalmente in causa di stress, con relativo diritto al risarcimento da parte dell’amministrazione locale di turno.

Potrà sembrare una storia inventata, ma nell’Italia delle leggi puntualmente aggirate e spesso non fatte rispettare da chi è preposto a farlo, succede che quando le leggi si fanno occasionamente rispettare un giudice renda tutto vano, dando ragione a chi le ha infrante.

La vicenda a cui si riferiscono i fatti è successa precisamente a Palermo il 13 maggio del 2004, quando una donna incinta, dopo aver parcheggiato la propria auto sulle strisce pedonali, non aveva più trovato la vettura al suo ritorno, dato che era stata rimossa dall’AMAT (l’azienda dei trasporti locali che si occupa anche della gestione delle zone blu e di vari aspetti legati al traffico) in quanto parcheggiata in un’area non consentita.

La donna aveva subito fatto ricorso, ricevendo parere favorevole dal Giudice di Pace, il quale aveva annullato la multa e disposto che la stessa AMAT e il Comune di Palermo rimborsassero la signora con 200 euro. Una decisione che sia l’ex municipalizzata sia l’amministrazione locale avevano impugnato, fino ad arrivare alla sentenza della Cassazione, che ha confermato in pieno la prima sentenza del Giudice di Pace motivando che “L’affermazione che la ricerca del proprio veicolo rimosso provochi stress non può affatto dirsi del tutto ingiustificata in quanto tale e censurabile in sede di legittimità per vizio di motivazione alla luce della comune esperienza”.

Pur comprendendo la situazione di una donna in gravidanza, non si capisce come questo possa giustificare un comportamento scorretto sulla strada, a scapito di altri utenti. Adesso alla donna spettano non solamente il rimborso della contravvenzione pagata, ma anche i soldi del risarcimento per lo stress provocato dal fatto di non aver trovato il veicolo al ritorno nel posto in cui era stato lasciato.