Carburanti, record storico per la benzina: 1,60 euro

Continua la corsa al rialzo del prezzo dei carburanti, con la verde che ha quasi raggiunto la soglia di 1,60 euro al litro. Alto il rischio inflazione

Sembra senza fine la corsa al rialzo del prezzo della benzina, che proprio nella giornata odierna ha fatto segnare un nuovo record storico arrivando a toccare 1,598 euro al litro e superando tutti gli altri picchi fatti registrare nel corso degli ultimi anni. In alcune Regioni, soprattutto del sud Italia, il prezzo alla pompa può essere anche superiore a causa della addizionali regionali.

Le motivazioni di tale tendenza sono chiaramente legate alla delicata situazione politica e sociale della Libia, uno dei principali fornitori di petrolio (e di gas) del nostro Paese. Le conseguenze delle tensioni e degli scontri avutisi nel paese nordafricano, dove da settimane è in corso una violenta protesta di una parte della popolazione per scacciare dal potere l'attuale leader Gheddafi, potrebbero tradursi in un aumento del costo di alcuni beni, con l'aumento dell'inflazione e un peso non indifferente sulle tasche delle famiglie.

Se il trend di aumenti si manterrà costante, la spesa per i carburanti e per il riscaldamento potrebbe diventare esorbitante, come spiegato da alcune associazioni dei consumatori, che hanno fatto notare come, nel giro di pochi mesi, si è avuto un aumento dei prezzi in doppia cifra percentuale.

L'Adoc, ad esempio, ha calcolato che il maggior esborso per carburanti per autotrazione e riscaldamento per le famiglie sarebbe pari a 1.200 euro l'anno, tanto da aver chiesto al Governo di intervenire riducendo le accise, congelando l'IVA e attuando la liberalizzazione dei distributori no logo, che solitamente praticano prezzi alla pompa più contenuti.

Come spiega il presidente Adoc, Carlo Pileri: "Abbiamo da tempo chiesto al Governo di intervenire per ridurre l'accisa e per congelare l'Iva. È poi necessario attuare la liberalizzazione dei distributori no logo anche in autostrada e nelle grandi città. Nei distributori no logo il prezzo della benzina mediamente è inferiore del 5,8%, circa 8 centesimi in meno, mentre per il diesel si risparmiano 7 centesimi. Occorre inoltre aumentare la concorrenza e fornire la licenza di vendita di prodotti no oil ai piccoli distributori".

Secondo Pileri, inoltre, con questi aumenti dai ritmi vertiginosi, il prezzo della verde entro un paio di mesi potrebbe superare quota 1,70 euro al litro, andando a pesare ancora di più sui bilanci di chi è costretto ad usare quotidianamente l'automobile come mezzo di spostamento primario.

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di Giuseppe Cutrone | 07 marzo 2011

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