Fiat, Marchionne: “La Libia non è azionista Fiat”

A Ginevra Sergio Marchionne ha precisato che nel capitale Fiat non ci sarebbero partecipazioni libiche, né tantomeno di Gheddafi.

Fiat, Marchionne: "La Libia non è azionista Fiat"

di Andrea Barbieri Carones

04 marzo 2011

A Ginevra Sergio Marchionne ha precisato che nel capitale Fiat non ci sarebbero partecipazioni libiche, né tantomeno di Gheddafi.

Alla luce di quanto sta succedendo in Libia, in occasione del Salone di Ginevra l’amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne ha precisato che il fondo Lia (legato a Gheddafi) non ha alcuna partecipazione azionaria nel Gruppo.

Questa dichiarazione suona molto importante per la stabilità dell’azienda e del titolo in Borsa e mette al sicuro la Fiat da eventuali speculazioni, a differenza di altre grosse società italiane che si fondano anche su capitali libici.

Ritornando al Lingotto, c’è però chi ritiene che l’affermazione del manager italo-canadese sia un po’ forzata, visto che una società di quel Paese, la Lafico, detiene il 7,5% della squadra calcistica Juventus, storicamente legata alla Fiat.

“L’unico rischio che la crisi libica può comportare per la Fiat è l’instabilità economica” ha aggiunto, sottolineando poi che – paradossalmente – il rincaro della benzina può favorire le vendite del Gruppo.

La speranza, comunque, è che tutto si risolva nel più breve tempo possibile anche se per il momento non risulterebbero impatti negativi sulla produzione o le immatricolazione di auto del brand torinese”.[!BANNER]