Fiat, Marchionne: "La Libia non è azionista Fiat"

A Ginevra Sergio Marchionne ha precisato che nel capitale Fiat non ci sarebbero partecipazioni libiche, né tantomeno di Gheddafi.

500 Coupé Zagato al Salone di Ginevra 2011

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Alla luce di quanto sta succedendo in Libia, in occasione del Salone di Ginevra l'amministratore delegato Fiat Sergio Marchionne ha precisato che il fondo Lia (legato a Gheddafi) non ha alcuna partecipazione azionaria nel Gruppo.

Questa dichiarazione suona molto importante per la stabilità dell'azienda e del titolo in Borsa e mette al sicuro la Fiat da eventuali speculazioni, a differenza di altre grosse società italiane che si fondano anche su capitali libici.

Ritornando al Lingotto, c'è però chi ritiene che l'affermazione del manager italo-canadese sia un po' forzata, visto che una società di quel Paese, la Lafico, detiene il 7,5% della squadra calcistica Juventus, storicamente legata alla Fiat.

"L'unico rischio che la crisi libica può comportare per la Fiat è l'instabilità economica" ha aggiunto, sottolineando poi che - paradossalmente - il rincaro della benzina può favorire le vendite del Gruppo.

La speranza, comunque, è che tutto si risolva nel più breve tempo possibile anche se per il momento non risulterebbero impatti negativi sulla produzione o le immatricolazione di auto del brand torinese".

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di Andrea Barbieri Carones | 04 marzo 2011

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