Si schianta a 320 km/h, ma fra 3 mesi Korbach guiderà di nuovo

Appare davvero limitata la sospensione della patente di tre mesi (e 145 euro di multa) per Steffen Korbach, l'autore del "botto" a 320 km/h sulla A10.

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Con il suo spericolato stile di guida il tedesco Steffen Korbach, principale finanziatore dell'azienda di tuning Gemballa, lo scorso giovedì 17 febbraio sull'Autostrada dei Fiori ha rischiato di fare una strage: la sua Pagani Zonda è carambolata per diversi metri all'incredibile velocità di 320 km/h, prima di ribaltarsi e schiantarsi contro il guard rail.

Solo il caso e lo scarso traffico hanno evitato il peggio: l'unico automobilista colpito dalla supercar impazzita ha infatti riportato ferite lievi, guaribili in pochi giorni. L'incosciente guidatore della Zonda e la ragazza che sedeva a fianco se la sono invece cavata solo con un grande spavento (vedi gallery).

A sorprendere forse più della gravità dell'incidente sono state però le sanzioni applicate dalle Forze dell'ordine nei confronti di Korbach. La patente, che era stata rilasciata in Svizzera, gli è stata sospesa per tre mesi, mentre la multa elevata ammonta ad appena 145,67 euro. Appare quindi poco comprensibile perché non sia stata inflitta la sanzione pecuniaria massima prevista dal Codice in casi come questo, pari a 3.119 euro (nuovo comma 9-bis dell'art. 142 Cds).

Sorprende anche l'indulgenza della normativa nei confronti di un recidivo, quale era Korbach: lo scorso aprile era stato multato sullo stesso tratto autostradale per eccesso di velocità (ai sensi dell'articolo 141 Cds) al volante di una Lamborghini Gallardo. In casi simili, un soggetto che si è dimostrato più volte un pericolo per gli altri automobilisti dovrebbe essere "lasciato a piedi" per molto più di 90 giorni. Una sanzione più severa, dal ritiro alla revoca, potrebbe apparire quasi automatica, ma purtroppo non è così.

A trasformare poi questa vicenda in una vera e propria beffa, potrebbe esserci il fatto che Korbach risulta domiciliato nel Principato di Monaco: rischia quindi di non pagare nemmeno un centesimo alle autorità italiane. Un vero insulto ai tanti cittadini che si vedono recapitare multe salate per velocità oltre il limite di appena qualche chilometro all'ora.

Questo episodio riporta agli onori della cronaca il discorso sulle licenze di guida estere, che è piuttosto complesso e spesso si traduce nell'impunibilità degli automobilisti stranieri più incoscienti. Inutile dire che sarebbe opportuna una maggiore cooperazione tra le autorità dei vari paesi anche extracomunitari (come la Svizzera in questo caso).

Allo stesso modo viene da chiedersi se sia il caso di prevedere sanzioni realmente pesanti (ed effettive) per chi mette a rischio la vita propria e quella degli altri scambiando una autostrada per il rettilineo di un autodromo. Attualmente infatti il Cds non prende nemmeno in considerazione il fatto che si possa superare il limite stabilito di quasi 200 km/h. Le sanzioni si fermano ad appena 60 km/h in più del consentito: chi in autostrada (limite generico a 130 km/h) corre a 300 all'ora è equiparato a chi va a 200 km/h.

Al contrario del Codice, la fisica però non concede questi sconti: l'energia cinetica di un'auto a velocità da circuito è molto superiore, e le immagini della Pagani Zonda completamente distrutta ne sono la prova. Inoltre i tempi di reazione si riducono a pochi decimi, rendendo davvero difficile correggere la traiettoria ed evitare un eventuale ostacolo.

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