Carburanti: rinviata l'approvazione della riforma

Il nuovo disegno di legge non piace ai gestori: "Se resta così com'è scenderemo in piazza".

Prosegue il lavoro del Governo sulla riforma del settore dei carburanti proposta all'inizio del 2010 dal sottosegretario al Ministero dello Sviluppo economico Stefano Saglia.

La bozza di Saglia punta a quattro traguardi principali che dovrebbero adeguare i prezzi finali della rete italiana a quelli della media europea: una riduzione dei distributori (diventati negli ultimi anni più di 24 mila); una maggiore trasparenza sui prezzi; l'aumento degli iperself (con sconti aggiuntivi in determinate fasce di orario o in particolari periodi dell'anno) e dei self service; una liberalizzazione dei prodotti non oil (negozi, tabaccai e bar collegati ai distributori).

Il 9 febbraio la riunione del Consiglio dei Ministri che avrebbe dovuto portare all'approvazione del disegno di legge sulla concorrenza (che contiene anche la bozza dei provvedimenti sulla distribuzione carburanti) si è conclusa con un rinvio che non è piaciuto ai Gestori Carburanti, già poco soddisfatti della forma che ha preso il ddl.

"Appare ormai evidente", ha dichiarato il coordinamento unitario Faib (Federazione autonoma italiana benzinai) e Fegica Cisl (Federazione gestori impianti carburanti e affini), pronto a scioperare se il ddl sarà approvato così com'è, "come il Governo intenda limitarsi ad introdurre disposizioni risibili e inefficaci (prezzi settimanali, millesimo del prezzo meno evidenziato, incentivi per chiusure di impianti che non ci saranno, macchinette del self service notturno aperte anche di giorno), al solo scopo di assecondare esigenze comunicazionali e mediatiche. In nessun modo interviene sulle inefficienze strutturali della filiera (raffinazione in testa), sulla separazione delle reti (sul modello di quella del mercato elettrico o del gas) e sui vincoli che ancora frenano la concorrenza nel settore, come quello che obbliga i Gestori a rifornirsi in esclusiva dall'oligopolio delle grandi compagnie petrolifere e che impedisce loro l'accesso al libero mercato dei Gestori".

Per queste ragioni il coordinamento dei Gestori ha chiesto di incontrare il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi e annunciato una conferenza stampa per la prossima settimana, nella quale saranno illustrate proposte alternative per la riforma del settore. Il ministro dello Sviluppo economico Paolo Romani, dal canto suo, ha promesso un incontro con il coordinamento unitario Faib e Fegica: "Se ci parlassimo", ha dichiarato, "ci potremmo chiarire". Fuori dal coro delle proteste invece la voce di Luca Squeri, presidente Figisc (Federazione italiana gestori impianti stradali carburanti), che non fa parte del coordinamento unitario, per il quale "la riforma renderà la rete più moderna".

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di Eleonora D'Uffizi | 10 febbraio 2011

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