In auto, il navigatore è più pericoloso del cellulare

Una ricerca della Polstrada, suffragata da uno studio inglese, mostra che usare il GPS mentre si guida è più pericoloso che utilizzare il cellulare.

In auto, il navigatore è più pericoloso del cellulare

di Andrea Barbieri Carones

04 febbraio 2011

Una ricerca della Polstrada, suffragata da uno studio inglese, mostra che usare il GPS mentre si guida è più pericoloso che utilizzare il cellulare.

Un rapporto della Polizia stradale del Veneto mostra che utilizzare i navigatori satellitari mentre si guida può essere più pericoloso di fare una telefonata o di inviare SMS. Ora non si tratta più di una intuizione ma di un dato di fatto, suffragato dai dati anche non sono ancora stati ufficializzati.

Secondo l’Asaps (l’Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale) è palese come “la distrazione da navigatore stia rapidamente scalando la classifica delle cause accertate o presunte. Nella graduatoria 2009 sull’incidentalità indecisione e scarsa attenzione al volante figurano già al secondo posto con un 15,7%”. E per distrarre i guidatori, oltre al cellulare e alle ragazze in minigonna, c’è anche il navigatore, come testimoniano le cifre di una compagnia di assicurazione inglese la quale ha provato che il 19% degli automobilisti è distratto dal GPS quanto e forse più che dal telefono cellulare.[!BANNER]

Naturalmente, il telefono cellulare, il computer, il navigatore o anche una bottiglia di acqua minerale non sono pericolosi in sé e per sé, ma lo possono diventare se utilizzati alla guida o in momenti in cui sarebbe meglio avere 2 mani, 2 orecchie e 2 occhi impegnati a guidare.

Come ogni strumento, insomma, va utilizzato con giudizio: in caso il GPS indichi di salire sulla scalinata di Trinità dei Monti a Roma (come successo) è meglio desistere. Per fortuna, però, i casi come quello accaduto in Spagna lo scorso mese di ottobre – quando un automobilista è finito in un lago articifiale seguendo le indicazioni di un navigatore non aggiornato – sono più unici che rari.